Gotham City: Impostors - il ritorno al Batman vaudeville degli anni '60
Tecnicamente Impostors è uno dei migliori titoli Live Arcade che ci siano capitati fra le mani, la modellazione poligonale è ottima così come il sonoro e gli effetti audio (interamente in italiano), entrambe le cose segno di uno sviluppo attento e preciso, nonostante la realtiva economicità del gioco.

Il franchise di Batman, dopo lo straordinario (e per certi versi inatteso) successo di Arkham Asylum due anni fa, sta vivendo una nuova giovinezza videoludica. Rocksteady qualche mese fa ci ha deliziati con il sequel del suo capolavoro, mentre Warner Bros. Interactive sembra interessata ad esplorare anche lati “alternativi” del personaggio, aprendo il campo a sperimentazioni forse non del tutto canoniche ma interessanti.
Gotham City: Impostors abbandona le atmosfere cupe cui ci hanno abituato le ultime incarnazioni cinematografico/ludiche di Batman, recuperando invece lo stile farsesco che ha caratterizzato la serie televisiva cult degli anni ‘60, a sua volta ispirato dalla svolta comedy che Detective Comics aveva intrapreso negli anni della controcultura.
I Monolith, per essere sicuri di non sbagliare, hanno recuperato di peso la struttura portante di qualsiasi FPS moderno (sostanzialmente, Call of Duty), proponendoci un gioco estremamente classico che, al di fuori della cosmesi pura, non propone niente di davvero innovativo. Le modalità disponibili sono tre, il classicissimo deathmatch a squadre, un cattura la bandiera chiamato “guerra psicologica” e una modalità dominazione basata sulla conquista di determinati distributori di gas. Anche le mappe non sono moltissime, solo cinque, tutte ispirate più o meno a scorci caratteristici di Gotham, come Crime Alley (dove trovarono la morte i genitori di Bruce Wayne) o il luna park abbandonato dove si nascondeva il Joker in alcune storie seminali (The Killing Joke, per esempio). Warner Bros, tuttavia ha già fatto sapere che renderà altre ambientazioni disponibili con futuri DLC di cui almeno il primo sarà sicuramente gratuito. Passando al lato più ludico, pad alla mano, i comandi e il feeling con il nostro personaggio sono ottimi, di livello ben più alto rispetto ai Live Arcade medi, grazie soprattutto all’enorme esperienza di Monolith con gli sparatutto. Una volta scelta la classe di gioco (anche qui la selezione è abbastanza classica, abbiamo il soldato semplice, il cecchino, l’ingengere e il paramedico), avremo a disposizione due armi (una leggera e una pesante), un rampino e un gadget a scelta che potremo usare per avere la meglio sui nostri avversari.
In questo senso gli sviluppatori si sono lasciati andare alla fantasia, proponendo alianti, pattini velocissimi, stivali a molla e una buona serie di altri power up che potranno essere sbloccati in due modi, o salendo di livello, oppure - per i più impazienti - facendo shopping sullo store online mediante l’ormai consolidato metodo delle microtransazioni. Anche per quanto riguarda i perks, pur rispettando il canone imposto dal genere, Monolith ha voluto metterci un tocco di pazzia: avremo così stormi di pipistrelli che ci attaccano in volo, gas esilarante nascosto e via di questo passo.
Tecnicamente Impostors è uno dei migliori titoli Live Arcade che ci siano capitati fra le mani, la modellazione poligonale è ottima così come il sonoro e gli effetti audio (interamente in italiano), entrambe le cose segno di uno sviluppo attento e preciso, nonostante la realtiva economicità del gioco e la sua destinazione alle piattaforme in Digital Delivery.