I Croods 2 - Una nuova era, la recensione
I Croods 2 non riesce a replicare la freschezza del primo film. Cerca disperatamente di piacere a tutti senza trovare però la giusta misura.
C’è - immancabile - il padre capo branco attento ai bisogni della famiglia. È protettivo e timoroso dei pericoli. Ha però bisogno di ribadire il suo ruolo di "alfa" in una famiglia che invece è portata avanti dalle donne. La nonna ex guerriera, la mamma con la mente più fine e la figlia in preda ai tormenti amorosi. Grug (il papà) vuole trovare casa per fermare l’evoluzione del branco in un eterno istante felice. Hip (la figlia) desidera la stessa cosa, ma per formare un nuovo nucleo e crescere. Due interpretazioni diverse dell'evoluzione.
Il problema de I Croods 2 è che tutto sembra già visto mille volte. E persino le gag riuscite, come la finestra osservata ossessivamente da Tonco a mo' di televisione, sono trascinate e ripetute più volte fino a stancare. La nonna fragile che invece si trasforma in una durissima donna d’azione è ormai un cliché della risata facile per bambini. I vestiti che parlano, le creature carine che si trasformano in violenti mostri, sono strategie stanche per arruffianarsi i giovani spettatori facendo però meno fatica possibile.
Guidato dalla voglia di piacere a tutti, I Croods 2 non brilla da nessuna parte. Nel primo capitolo la cura delle immagini era guidata dalla consulenza del direttore della fotografia Roger Deakins. Il suo apporto sul look del film riguardava soprattutto le luci e l’effetto delle lenti (di fatto inesistenti nell’animazione). L’effetto finale, riuscitissimo e avanguardisti, era quello di vedere un film girato sul set con tutte le imperfezioni, le sfocature e i riflessi che conosciamo. Qui il coloratissimo mondo è invece fastidiosamente plasticoso.
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I Croods 2 - Una nuova era fa parte di quel filone di cinema d’animazione in cui i protagonisti non reagiscono alle situazioni di difficoltà, ma se le creano loro. Sono i problemi di carattere, le incomprensioni, i non detti, che innescano l’avventura. Cose che si risolverebbero in poco se un personaggio non fosse così testardo, o se un altro fosse più disposto a spiegare il perché delle regole autoimposte. Da un film che si svolge in territori selvaggi, dove la sopravvivenza del singolo è collegata alla capacità di stare in gruppo, ci si sarebbe aspettato altro: cioè di trovare l’ambiente come fattore scatenante. Invece il peggio e il meglio dell’uomo (sapiens) non escono mai come risposta al pericolo, ma sempre come vizio.
Non esprime una grande fiducia nella razza umana, anche se sembra voler dire il contrario, ma soprattutto presenta un mondo antico troppo moderno. Rispetto al primo film è molto più orientato a riproporre nel passato lo stile di vita moderno..
Per un film che vuole raccontare i primi passi della civiltà sono una quantità di cliché inaccettabili. Per questo I Croods 2 non riesce a diventare niente di più che un leggero divertimento estivo. Molto ambizioso, ma troppo concentrato sull’oggi per poter usare il passato come efficace metafora.