Il Cavaliere Oscuro - il Ritorno: la recensione
A qualche giorno di distanza dalla nostra partecipazione all'anteprima americana di mezzanotte del Cavaliere Oscuro - il Ritorno, ecco la nostra recensione (senza spoiler)...
Leggi la nostra seconda recensione del 21-08-2012
Nota: come vi abbiamo comunicato tempestivamente venerdì notte, pubblichiamo la recensione del Cavaliere Oscuro - il Ritorno ad alcuni giorni di distanza dalla proiezione di mezzanotte in un cinema IMAX Californiano alla quale abbiamo partecipato assieme agli amici di ScreenWeek come segno di rispetto nei confronti delle vittime e dei feriti della strage di Aurora, avvenuta proprio durante una proiezione di mezzanotte del film. Maggiori informazioni a riguardo in questo nostro editoriale.
Con Il Cavaliere Oscuro - il Ritorno Christopher Nolan chiude in maniera grandiosa la sua interpretazione della storia di Batman iniziata sette anni fa con Batman Begins e proseguita nel 2008 con Il Cavaliere Oscuro.
In questi tre film Christopher Nolan ha fatto quello che non era mai stato fatto prima con il cinema supereroistico: al di là del lato puramente tecnico (il suo linguaggio registico è sempre di altissimo livello, stesso dicasi per lavoro del team di cui si circonda) e della sua estetica elegante, asciutta, fredda e in grado di descrivere perfettamente quest'epica moderna, il regista è stato in grado di portare sul grande schermo ascese e cadute di un grande eroe "fittizio" americano trattando contestualmente anche tematiche come la violenza, l'anarchia, la politica, la crisi economica. E' vero che nel Cavaliere Oscuro - il Ritorno è completamente assente il senso di minaccia e pericolo che l'imprevedibile (e affascinante) Joker di Heath Ledger riusciva a trasmettere con un solo sguardo nel Cavaliere Oscuro, ma il Bane di Tom Hardy vuole incarnare un altro tipo di violenza, non quella che scaturisce da un messaggio anarchico ma quella imposta dal terrorismo.
Non è un caso che la Gotham City di questo terzo film, sebbene "composta" da immagini di Los Angeles, Pittsburgh e New York, venga associata nei piani lunghi unicamente a quest'ultima città-simbolo: più volte Nolan la collega esplicitamente alla Manhattan ferita post-11 settembre (e più volte inquadra il simbolo della sua rinascita, la Freedom Tower, ancora in costruzione). L'obiettivo è chiaro: da Batman Begins a Il Cavaliere Oscuro - il Ritorno il regista ha cercato di ancorare sempre di più alla realtà le vicende di Bruce Wayne e dell'uomo pipistrello. E' la più grande ambizione ma probabilmente anche il più grande problema di questi film, perché per certi versi diventa molto più complicato operare una sospensione della realtà in un contesto realistico nel quale saltuariamente si presentano tutta una serie di situazioni poco plausibili. Nel Cavaliere Oscuro il potere quasi ipnotico di Joker rendeva accettabile il fatto che (tra le altre cose) un uomo solo, assieme a una gang di seguaci, riuscisse a riempire di tritolo un intero ospedale presidiato senza farsi scoprire, mentre in questo terzo film alcune vicende risultano davvero inspiegabili. Così come, in altri momenti, Nolan finisce per affidarsi alla retorica o a espedienti poco brillanti come flashback o esposizioni.
Una menzione d'onore va data infine a un aspetto tecnico/estetico che diventa meravigliosamente espressivo: l'IMAX. Abbiamo visto il film in un grande cinema IMAX a pellicola, e possiamo assicurarvi che si capisce perché Nolan ritiene questo il modo migliore per vedere Il Cavaliere Oscuro - il Ritorno, che include oltre 70 minuti di inquadrature girate in pellicola grande formato a 70mm, un formato panoramico e spettacolare che permette di immergersi completamente (e quasi tridimensionalmente) in alcune delle scene più emozionanti del film, come un inseguimento per le strade di Gotham con il velivolo di Batman che sfreccia tra i grattacieli. L'IMAX viene utilizzato praticamente per tutte le inquadrature della città (alternandosi in maniera molto fluida con le inquadrature normali), e possiamo veramente dire che in questo film Nolan è arrivato ai massimi livelli espressivi di questa tecnica. Il consiglio è di andare a vedere il film nell'unico cinema IMAX a pellicola che lo proietterà in Italia, a Riccione, oppure nel digital IMAX di Pioltello (o in qualche altro circuito estero che comprenda questo formato premium) perché ne vale veramente la pena.
Per concludere: grandi tematiche, epicità, realismo ma troppa carne al fuoco. Il Cavaliere Oscuro - il Ritorno non è un film perfetto, e per certi versi è inferiore all'acclamato secondo episodio della saga, ma è indubbio che sia uno dei migliori terzi episodi di sempre e centri perfettamente l'obiettivo di concludere la trilogia di Nolan in maniera soddisfacente, spettacolare e, sì, anche commovente. Una saga che da anni viene considerata il punto di riferimento per chiunque intenda rilanciare un franchise supereroistico (e non solo), e che senza dubbio lo rimarrà per molto tempo nel futuro. Non resta che augurare buona fortuna a chi raccoglierà il testimone di Nolan...