Il cofanetto Blu-Ray Disc della trilogia di Jurassic Park
E' uscito il 23 novembre in Italia il cofanetto Blu-Ray Disc Jurassic Park - Ultimate Trilogy: la trilogia prodotta da Steven Spielberg arriva per la prima volta in HD...
E' uscito il 23 novembre in Italia il cofanetto Blu-Ray Disc della trilogia di Jurassic Park, distribuito nel nostro Paese dalla Universal Home Entertainment.
VC-1, 1080/24p, 1.85:1
5.1 DTS: Italiano Francese Spagnolo Tedesco Giapponese
7.1 DTS HD Master Audio: Inglese
Sottotitoli: Italiano Inglese NU Francese Tedesco Spagnolo Giapponese Danese Olandese Finlandese Coreano Norvegese Portoghese Svedese Mandarino Islandese
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VIDEO
Il mondo dell'home video negli ultimi 15 anni si è letteralmente trasformato di fronte a noi, offrendo all'utente un'esperienza che si avvicina sempre di più alle sale cinematografiche e, talvolta, anche superarle. Per più di un ventennio siamo rimasti relegati alla visione limitativa di supporti magnetici VHS, che certo non poteva minimamente competere con ciò che si respirava in sala. E' stato con l'avvento dei Laser Disc, oggetto del desiderio solo per pochi eletti dal portafoglio gonfio, che si è iniziato a intravedere quello che poteva essere un'esperienza cinematografica in casa. Il DVD ci ha traghettato nel mondo del digitale, per la prima volta potevamo avere anche noi le tracce audio multicanale che sentivamo in sala e un video liberato dal continuo deterioramento dei nastri magnetici e con il taglio della pellicola non mutilato dallo standard televisivo. Tutto questo però era solo una fugace occhiata dall'altra parte, quello che si poteva scorgere, perché non ci permetteva di vedere quelle che erano la qualità reale delle immagini o dello stesso audio, cosa riservata solo ai pochissimi con proiezioni private. Solo recentemente abbiamo potuto avere quel mezzo che ci permettesse di poter vedere la qualità di un girato nel più piccolo dettaglio visivo e sonoro, cosa di cui prima nemmeno ci rendevamo conto. Non è ancora chiaro all'utenza media cosa dovrebbe fare l'alta definizione per i film, vecchi o nuovi che siano. Gli appassionati di cinema e home video invece hanno sicuramente colto le enormi potenzialità dell'alta definizione e ne stanno raccogliendo i frutti, tuttavia, almeno è una mia impressione generale, si sta assistendo a un rovescio della medaglia, per così dire. Se qualche hanno fa l'utenza gridava al miracolo di avere finalmente il proprio film riportato fedelmente nella qualità del miglior master a disposizione, oggi l'appassionato urla a gran voce che quel master non gli basta e ne vuole uno tutto nuovo per ogni film, o quanto meno per quelli che gli aggradano.
Escludendo che l'annuncio che accompagnava questa release parlava di rimasterizzazione, il capolavoro di Spielberg ci è stato consegnato nel master più recente realizzato, risalente ormai a oltre 10 anni fa. Tale master è un telecinema da interpositivo 35mm. Ora, è indubbio che l'uscita di questo prodotto popolare fosse molto importante e che probabilmente avrebbe meritato un investimento nella realizzazione di un master a scansione, come è in uso fare oggi in era DI. Ma nonostante le critiche al trattamento prima e al prodotto poi che molti hanno etichettato come insoddisfacente, io non mi spiego come sia possibile bocciare questo risultato e invece promuoverne altri che hanno avuto la stessa “sorte”, in un atteggiamento di pura incoerenza. Jurassic Park è stato girato in 35 mm sferico, Panavision Panaflex. La fortuna che ha avuto tale master qui usato, a differenza di molti altri Universal, è l'assenza, totale mi verrebbe da dire, di qualsiasi post processo distruttivo che Universal puntualmente ci mette a disposizione. La Universal è diventata famigerata nel mondo dell'home video per colpa di scelte sbagliate nei master scelti, andando a pastrocchiare sopra vecchi master, spesso di scarsa qualità, con uso intensivo di filtri pulizia e affilatura per renderli apparentemente più dettagliati. Nel 99% dei casi il risultato è imbarazzante, tanto che i film risultano del tutto trasformati in incubi cerosi e pastosi. Fortunatamente il master di Jurassic Park è del tutto estraneo a questo trattamento, quindi quel che si vede è tutta roba sua.
AUDIO
Jurassic Park non è stato solo rivoluzionario visivamente, ma anche dal punto di vista del sonoro ha dato una scossa importante essendo stato il primo film ad offrire una vera esperienza multicanale digitale in DTS, cosa che al tempo il concorrente Dolby non poteva fare. Fortunatamente anche noi italico stivale abbiamo beneficiato di questo mix all'epoca dell'uscita (anche se erano in pochi i cinema in grado di offrirlo) e la cosa si riflette sulla localizzazione offerta in questo disco in DTS 5.1 half rate. Anche se la traccia inglese ha beneficiato di un master upmix in 7.1 lossless, la nostra controparte sorprende per potenza, direzionalità e pulizia, tanto da competere con le tracce attuali, stracciando i colleghi coetanei.
Iil bagaglio extra è piuttosto curato ed è diviso tra il nuovo documentario sulla trilogia, di cui le prime tre parti contenute in questo disco, si concentrano sul film in oggetto, in un aspetto generale sulla realizzazione del film. Poi viene ripreso lo storico documentario sul film commentato da James Earl Jones, piuttosto completo, correlato da altri video inerenti ad esso. Più specifici sono i filmati animatic di Phil Tippet, gli incontri durante la preproduzione e la ricerca delle location, come anche tutti gli story board. Dispiace la mancanza di un commento audio o della funzione U-Control che da informazioni sul film durante la visione. Uno sguardo comunque esauriente su tutto il film.
Disco 2: IL MONDO PERDUTOVC-1, 1080/24p, 1.85:1
5.1 DTS: Italiano Francese Spagnolo Tedesco Giapponese
7.1 DTS HD Master Audio: Inglese
Sottotitoli: Italiano Inglese NU Francese Tedesco Spagnolo Giapponese Danese Olandese Finlandese Coreano Norvegese Portoghese Svedese Mandarino Islandese
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L'edizione home video ad esso dedicata è la prima in alta definizione, contenuta nel cofanetto Ultimate Trilogy. Precedentemente avevo spiegato che tale uscita era stata accompagnata da polemiche dagli appassionati di audio e video per non aver realizzato nuovi master a scansione per l'occasione. Il mio punto di vista, da grande appassionato di questo mercato, è sempre molto pratico, perché se si inizia a domandarsi come si poteva fare meglio una cosa, poi si perde di vista ciò che si ha davanti. Per tutti e tre i film sono stati usati vecchi master, interpositivi 35 mm da telecine, un procedimento che oggi è del tutto scomparso: il dominio digitale ci permette di avere scansioni dirette del materiale girato acquisendo dettagli precisi al 100% di ciò che è stato fatto eliminando tutti quei problemi che un tempo affliggevano più o meno gravemente il master finale per non parlare del positivo da proiezione. Come nel caso del primo film, però, la lamentela diventa più una questione di principio più che un reale problema, perché di fatto ciò che si ha di fronte è tutt'altro che l'anticristo del'home video.
Il master è in eccellenti condizioni, molto stabile, generalmente pulito da spuntinature o peli, generoso nella definizione del quadro. Il film si ripropone come il precedente in un girato 35 mm sferico panavision panaflex e panastar, ma gli effetti visivi sono stati incisi in vistavision. Nonostante questo però, la fotografia generale appare molto molto diversa dal primo film, nell'esposizione, nei colori, nella definizione. Se il video di Jurassic Park appariva molto tagliente, ruvido, piuttosto rumoroso, generalmente tenue nella gamma, Il Mondo Perduto appare quasi opposto, con colori molto più caldi e brillanti, morbido e più compatto. In realtà non stupisce, il quadro ricorda da vicino le produzioni dell'ultimo decennio di Spielberg, come A.I. o Minority Report, con costante uso di filtri bagliore che rendono l'immagine più soffusa e crepuscolare del normale e Il Mondo Perduto ne fa largo uso, specie nella prima parte del film. A parte ciò è evidente la bontà della definizione del video, texture molto dettagliate, incarnati vividi e generalmente molto brillante nel croma ma contemporaneamente tenue nella saturazione. E' complementare, sicuramente non farà la felicità degli amanti del video affilato come un rasoio, ma ciò che appare è fedele alle caratteristiche volute dall'autore e qui sono rispettate in pieno. Sicuramente tanta morbidezza sacrifica la definizione sui campi lunghi, più fumosi di quanto ci si aspetterebbe.
AUDIO
Sempre il solito DTS 5.1 a mezzo servizio per le localizzazioni, contro il DTS HD 7.1 per l'inglese. A parte queste piccolezze, la traccia audio di questo film sorprende proprio come il primo film, per separazione dei canali, direzionalità e spazialità degli effetti sonori, perfettamente puliti, così come i dialoghi. C'è stato solo un lieve caso di saturazione, credo, che ho sentito nella scena dopo la morte di Eddie e salvataggio di Ian e gli altri, e le voci discretizzavano velocemente. Un breve momento in un mare di bontà sonore per un film di oltre dieci anni fa. Non ho molto da dire, essendo io non particolarmente attento alle gioie che possono dare una traccia audio, ma per me siamo su alti livelli.
Anche questo film ha il suo bagaglio di extra corposo, in larga parte ereditato dalle precedenti uscite in DVD oltre un nuovo documentario in due parti realizzato per l'occasione che ci mostra la realizzazione di questo film un po' generale, ma gli approfondimenti ci sono, come scene tagliate, storyboard, interviste e molto altro. Ancora una volta dispiace l'assenza di un commento audio da parte di Spielberg.
Disco 3: JURASSIC PARK IIIVC-1, 1080/24p, 1.85:1
5.1 DTS: Italiano Francese Spagnolo Tedesco Giapponese
7.1 DTS HD Master
Audio: Inglese
Sottotitoli: Italiano Inglese NU Francese Tedesco Spagnolo Giapponese Danese Olandese Finlandese Coreano Norvegese Portoghese Svedese Mandarino Islandese
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Anche in questo caso, come i precedenti titoli, non è stato realizzato nessun nuovo master a scansione per l'occasione, quindi attinge a un vecchio master, già usato per l'edizione DVD del film uscita ormai oltre 10 anni fa. Gli appassionati dell'home video che speravano in un edizione più curata in questo senso non hanno comunque motivo di lamentarsi, perché come gli altri due film precedenti, il master è di alta qualità e mostra gli evidenti pregi del girato senza tradirlo. Anche in questo caso, il film è un girato in 35 mm sferico panavision panaflex. Ancora una volta però il quadro cambia drasticamente da Il mondo perduto, avvicinandosi alla fotografia del primo film, quindi appare colorimetricamente più freddo e dal dettaglio più incisivo e granitico. Dei tre è forse quello che appare più dettagliato, con incarnati più porosi e dettagliati e maggiore profondità, in particolare sorprende nei primi piani, un po' meno nei campi lunghi. E' comunque evidente che il master non è proprio limpido da post produzione, si può notare in diversi punto un uso, seppur minimo, di edge enhancement, che esalta i bordi aumentando la percezione del dettaglio. L'uso comunque non è così incisivo da alterare pesantemente il video, quindi il quadro appare abbastanza naturale. Colorimetria fredda, come accennavo, si abbandona la brillantezza del secondo film per ritornare a una fotografia più fosca e tenue, più tendente al grigio, ma ciò non toglie spettacolarità a certi scorci che si possono vedere con le lunghe panoramiche sui dinosauri e i paesaggi. E' evidente che a quasi 10 anni dal primo film, gli effetti speciali hanno fatto un largo balzo, ora la CGI appare quasi come tangibile, in grado di riprodurre creature e ambienti completamente fotorealistici, e pure le macchine animatroniche hanno movenze più complesse e convincenti che nei film precedenti che già vantavano un altissimo dettaglio.
Il film si è tenuto aggiornato con quelle che erano le scoperte fatte in quel periodo sui dinosauri e quindi alcuni di essi che appaiono nel film, in particolare i Velociraptor, hanno un look molto diverso dai primi due film, più particolareggiato e “credibile” che in passato. La tridimensionalità è molto buona, si abbraccia a un livello del nero bilanciato, sia nelle sequenze scure, dove non affoga particolari della scena, sia nelle sequenze diurne mostrando molta profondità nei campi lunghi e nelle carrellate. Si possono come sempre notare di tanto in tanto alcuni segni di spuntinature nell'interpositivo usato per fare il master e la stabilità del quadro è molto buona, come nei precedenti episodi. Per concludere è sicuramente il migliore dei tre, ma va detto che presentano quadri differenti, quindi un vero confronto risulta difficile. Alla fine il film viene riportato con tutte le sue caratteristiche, quindi molto fedele al girato.
Altissimo livello anche su questo fronte, il nostro italiano in DTS 5.1 half rate sorprende, come nei precedenti episodi, per direzionalità, separazione dei canali e pulizia generale, sia nei dialoghi cristallini, sia negli effetti sonori di grande potenza. Chiaramente la traccia inglese in DTS HD 7.1 è ben superiore nel mix, come accade puntualmente, ma la bontà generale di ciò che ci è stato dato è tale che lamentarsi sarebbe quanto mai fuori luogo.
EXTRA