Il curioso caso del Blu-Ray italiano di Looper
L'edizione Blu-Ray Disc italiana di Looper ha subito un trattamento sorprendentemente maldestro, tra errori nel formato e l'assenza di sottotitoli ed extra...
Recensione a cura di Gianluca Dadomo
Poi venne il buio.
Le edizioni cominciarono ad avere sonori con doppiatori differenti, i sottotitoli sparirono e i contenuti aggiuntivi vennero mascherati dalle voci “Credits” e “Trailer”. Per far fronte alla delusione, si crearono delle comunità di appassionati in luoghi chiamati “forum”: qui si parlava dei difetti e dei pregi dei dischi, creando un coro che li proteggesse da acquisti errati e contemporaneamente aiutasse i produttori ad ascoltare la voce del mercato.
Purtroppo, a una delle migliori sorprese della cinematografia del 2012 è stata riservata una edizione italiana Home Video misera e difettata.
Il film, nato con una intenzione registica in AR 2.35:1 è qui riproposto nel formato 16:9 1.78:1, con un Pan and Scan sgranato e parti di immagine tagliata a sinistra e destra (Sotto potete trovare le nostre foto che paragonano l’edizione italiana a quella americana).
Ulteriori note negative sono l’assenza di sottotitoli (sia italiani che inglesi), la totale mancanza di extra e di divisione delle scene in capitoli.
L’unico settore che non è stato maltrattato è l’audio: sfoggia infatti una codifica lossless DTS HD Master Audio 5.1 in Italiano e Inglese; pregio che però il menù scarno non intende sottolineare, indicando il tutto con la semplice dicitura “audio 5.1” (come potete vedere dalla foto).
Il quadro video appare più granuloso e sgranato di quel che dovrebbe essere a causa dell’effetto zoom dovuto al mutilamento di aspect ratio abbinato al Pan and scan. La colorimetria è corretta e fedele. Il dettaglio dei visi e delle rughe è ancora riscontrabile nonostante l’ingrandimento e, visto il dignitoso bitrate della traccia, vien da pensare che qualora il video non fosse stato interlacciato e castrato, avremmo goduto di un discreto transfer. Ma non è andata così. Infatti le scene più movimentate sono affette dalla tipica zigrinatura delle scansioni interlacciate e i primi piani sono troppo forzati a causa del nuovo AR 1,78:1. Un cambiamento di questo tipo compromette il senso visivo del regista e annulla la meditata impostazione della sezione aurea del direttore della fotografia. Il framerate è a 25 immagini al secondo invece del classico 24p cinematografico, il menù è semplice e sbrigativo anche perché non ci sono sottotitoli e contenuti aggiuntivi.
Si salva solo il reparto audio per la solida performance sorround, profonda e coinvolgente.
E’ inspiegabile come un titolo di tale rilievo possa aver subito un trattamento così maldestro, specialmente se lo paragoniamo alle edizioni estere che mostrano un packaging migliore e una ricca parte extra.