I’m Dying Up Here 1x06, "Girls Are Funny, Too": la recensione
La nostra recensione di "Girls Are Funny, Too", sesto episodio di I'm Dying Up Here
Così in Girls Are Funny, Too la droga è il leit motiv di un episodio che ufficialmente, e fin dal titolo, gira intorno alla grande svolta promessa dalla serie, cioè raccontare il mondo della stand up comedy attraverso quello snodo particolare in cui le donne hanno cominciato a prendere il potere esplicitamente (ovvero la probabile parabola di Cassie), dopo anni in cui lo avevano avuto dietro le quinte (la backstory di Goldie), di come cioè una generazione ha preparato quella successiva ad ottenere quel che prima non era possibile.
Dall’altro lato Bill ha trovato un lavoretto quasi come sfida, e un po’ per dimenticare Cassie: venditore di pezzi d’auto assieme ad un “amico”, un altro comico bisognoso di un lavoro diurno per mantenere l’attività notturna. A loro tocca la droga leggera. Fumano e vanno a lavorare, non ci credono molto, non rispettano il lavoro che fanno, vogliono dimenticare, vogliono divertirsi, ridono e cercano di tirare uno su il morale dell’altro. Non è molto, obiettivamente. Girls Are Funny, Too, è uno degli episodi meno incisivi visti fino ad ora, uno in cui i difetti della serie emergono molto più dei suoi pregi.
Non è un caso che la sottotrama di Eddie e Ron suoni ancora di più un alleggerimento comico del solito, ancora più meccanico il suo inserimento tra un momento drammatico e l’altro (qui portano due ragazze fuori a cena ma si accorgono di non avere soldi a sufficienza, l’unica loro salvezza è accettare una sfida del locale, ingozzarsi di ali di pollo piccanti in meno di 15 minuti così da non pagarle, alla fine ovviamente non le porteranno a letto). Viene sempre più da chiedersi a cosa serva un alleggerimento comico in una serie sui comici, cioè in una serie in cui ogni puntata è necessariamente puntellata di battute, fosse anche solo per mostrare cosa fanno i protagonisti.
Dunque la puntata si apre con un montaggione in stile Paul Thomas Anderson, in cui tanti personaggi diversi guardano la stessa cosa in tv, cioè Nick Beverly nella sua occasione da Carson, e poi finisce con un altro montaggione di diversi momenti difficili, diversi demoni sconfitti ognuno a modo proprio, da chi si droga a chi beve, tutti guardando in tv Freaks. La scena è quella più famosa del film, quella in cui la protagonista, assunta nel circo e diventata per scherzo amica dei freak (deformi, nani, mutilati e fenomeni da baraccone in genere) viene da loro accettata con una cerimonia che la spaventa, perché tutti in coro cominciano a dire tra il gioioso e minaccioso: “Una di noi! Una di noi! Una di noi!”.
Con questo leggerissimo accostamento I’m Dying Up Here suggerisce che i comici sono tutti dei freak a modo loro, esseri umani fallati, ognuno con problemi da sormontare, con demoni interiori da sconfiggere, nessuno davvero equilibrato o normale.