I’m Dying Up Here, 1x09, "Lingchi": la recensione
I’m Dying Up Here si prende una puntata di pausa per sistemare tutte le carte: la recensione del nono episodio della serie
Con questo titolo (ma nell’originale cinese Lingchi) la nona e penultima puntata di I’m Dying Up Here introduce il più pensoso dei suoi episodi, quello più dichiaratamente versato sul filosofico e lo fa intorno a Nick Beverly, in ripresa dalla droga ma in picchiata nella sua vita.
Da un parte dalla perdita del caos nella sua vita e dall’adesione alle regole convenzionali della società Nick teme che perderà la sua capacità di generare comicità, il suo essere straordinario, dall’altra si rende conto che a furia di combattere qualcosa è diventato quel qualcosa.
Il comico più in vista, più noto e più promettente della scuderia di Goldie va in crisi (tanto che lei dovrà correre in aiuto dimostrandosi sia premurosa che attenta ai propri investimenti). La stessa Goldie va in crisi, mollata dal network per il programma comico tutto al femminile. Bill va in crisi perché è morto il padre, suicidandosi e lasciandogli solo la macchina in cui si è ammazzato e a cui teneva tantissimo. Ralph pure, infine, è in crisi perché Adam, l’unico altro nero della serie, ha avuto un articolo su un giornale (una free press) a sé dedicato e lui invece è lì da più tempo e non ha nulla. Ma giustamente, durante il suo sfogo contro di lei, Goldie gli fa notare: “Non ho capito con chi è ce l’hai, veramente”.
I’m Dying Up Here si prende una puntata di pausa per sistemare tutte le carteEddie infatti dopo qualche difficoltà al deli accetta il lavoro che il DJ che gli aveva rubato una battuta gli ha proposto, Ron ha avuto la parte nella sit-com televisiva e sarà in televisione, mentre Adam, oltre all’articolo, ha anche ottenuto da Goldie doppio tempo sul palco in una scalata che lo tiene lontano dalle lusinghe del locale di King, il concorrente che mira a rubare comici a Goldie, attirandoli con promesse di denaro e rispetto.
Con questo ribaltamento I’m Dying Up Here si prende una puntata di pausa per sistemare tutte le carte. È il finale del secondo atto di tutta la stagione, quella in cui tanto si risolve (con la macchina Bill sbloccherà parte dei suoi problemi dovuti al padre) e manca solo che si instauri un nuovo equilibrio nel finalone.
Nel prefinale I’m Dying Up Here si ricorda di Arnie, personaggio praticamente mai esplorato davvero, presente in ogni puntata ma più che altro come padrone di casa di Ron ed Eddie. Qui lo vediamo quasi per la prima volta esibirsi, crollare (anche lui, perché Maggie lo molla) e cercare una salvezza battendo la medesima strada di Kaufman ma senza riuscirci davvero, finendo per essere il comic relief di una serie sui comici. L’unico di cui ridere e non con cui ridere. Ma ad uscirne ancora più malconcio è proprio Kaufman, descritto per il suo stereotipo e non per la complessità delle sue performance, celebrato molto meno di quanto non sia accaduto con Pryor, molto più superficialmente di quanto non si sia visto per altri.