Invincible vol. 20: Amici, la recensione
Abbiamo recensito per voi il ventesimo volume di Invincible, la serie Skybound di Kirkman e Ottley pubblicata in Italia da saldaPress
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
La lunga e variopinta vita editoriale di Invincible entra in una nuova fase decisamente più oscura e matura in cui il nostro supereroe dovrà far affidamento non solo sulle sue doti che lo rendono, appunto, invincibile ma, soprattutto, sulla propria forza morale, sulle convinzioni alla base di ogni gesto eroico. Chi segue sin dagli inizi questa serie non può non applaudire al percorso che ci ha condotti a questa drammatica sequenza di avvenimenti, sequenza durante la quale abbiamo assistito alla lunga, lenta, spesso dolorosa crescita di un personaggio capace di creare immediata empatia col lettore. Spesso lo scollamento tra i fatti reali e quelli raccontati nelle storie a fumetti può creare disinteresse in chi segue avventure troppo lontane dagli accadimenti che segnano la nostra vita. La verosimiglianza di certe scelte fatte da Mark con quelle del nostro quotidiano hanno trasformato questo supereroe in un beniamino e ancora oggi, a distanza di 14 anni, siamo qui a seguire le sue gesta.
Se, come dicevamo prima, da un lato cambia il mood generale della serie, dall’altro restano invariate tutte quelle caratteristiche che hanno decretato il successo di questo fumetto. Ed allora tanta azione, gag paradossali, scene estreme, mai edulcorate, in cui sangue e scarnificazioni non vengono risparmiati (stiamo pur sempre parlando di Kirkman!). Ma anche introspezione, approfondimento psicologico e colpi di scena che vi lasceranno senza parole. Il tutto scritto con un ritmo della narrazione serrato, intenso, in cui è difficile rintracciare cali di tensione costringendo a mantenere sempre alto il livello della concentrazione. A tutto questo va aggiunto il tratto di Ryan Ottley, che si sposa perfettamente con lo stile narrativo della serie. Preciso, curato in ogni minimo dettaglio, attento alle anatomie e all’espressività dei volti. Lo schema della tavola è regolare, mentre a variare è il numero di vignette per pagina, seguendo l’andamento dello storytelling.
Nelle intenzioni di Kirkman forse c’era la volontà di realizzare un fumetto parodico di un mondo, quello dei supereroi, troppo spesso lontano anni luce dai gusti dei lettori e da una dimensione più umana. Numero dopo numero Invincible è cresciuta come serie, ha preso una sua dimensione e ha saputo evolversi senza snaturare la sua vera natura ma, anzi, continuando lungo quel percorso tracciato più di un decennio fa. Amici, il ventesimo volume, apre le porte a un nuovo corso per questo universo narrativo, più maturo, più consapevole, decisamente più oscuro in cui un importante cambiamento di status quo consentirà degli sviluppi interessanti e dall’indubbio fascino.