Io sono tuo padre, la recensione
In Io sono tuo padre c'è tutto quello che ci deve essere per potersi definire un film padre/figlio vecchio stampo, anche una guerra
La recensione del film con Omar Sy, Io sono tuo padre, in uscita il 24 agosto al cinema
Come in Father & Son di Cat Stevens anche in Io sono tuo padre infatti saltiamo continuamente tra ciò che accade al padre e ciò che accade al figlio, anche se i due sono (quasi sempre) insieme, nello stesso battaglione, e non separati. Ma saltiamo tra i due come botta e risposta, quello che le loro peripezie dicono forma lo stesso dialogo di quella canzone, esponendo le consuete opposizioni logiche da padre/figlio: irruenza contro temperanza, passione contro calcolo, esperienza contro ingenuità, affetto contro ribellione. Impeccabile e al tempo stesso senza anima.
Ogni personaggio è l’incarnazione della propria funzione narrativa, si veda il padre, interpretato daOmar Sy e personaggio principale: non ha un carattere che non sia lo spirito paterno. Il figlio lo stesso: non esprime altro se non il desiderio di approvazione e considerazione nelle maniere scomposte dei ribelli. Tutto questo è già un film in sé (per quanto banale) se lo si trasporta al fronte, tra bombe e rischio di morte lo è ancora di più. Ma non per questo è un film appassionante.