Italiano Medio, la recensione
L'impresa di trasformare un video di 2 minuti in un film di 100 riesce parzialmente ma Italiano Medio è lo stesso uno dei film più rinfrescanti dell'anno
Maccio Capatonda evolve e interrompe al tempo stesso questa consuetudine con un film di certo non straordinario ma di grande rottura e davvero capace di dire qualcosa con il suo divertimento.
Al netto di un umorismo molto forte (e molto in linea con quello di cui si è sempre servito), che non si dimentica di citare molto del suo passato (L'uomo che usciva la gente come i servizi del TG) e usare i suoi abituali collaboratori, Italiano Medio è uno dei film più spietati con il pubblico visti negli ultimi anni. Purtroppo i quasi 100 minuti di durata non riescono a reggere il medesimo ritmo al medesimo livello e la sensazione di una lunga puntata televisiva è forte, tuttavia non si può non rimanere felicemente rinfrescati dalla maniera in cui Maccio Capatonda ne abbia per tutti. Per gli impegnati, i disimpegnati e infine per gli ipocriti, per i ricchi come per i poveri, per chi gli è vicino e chi gli è lontano.
Una volta tanto vediamo un film in cui si avverte che all'autore il mondo in cui vive non gli piace per nulla e intende manifestare questo disprezzo più che prenderlo in giro bonariamente. Non c'è gentilezza in Italiano Medio ma una spigolosa durezza che aiuta molto l'umorismo (in certi momenti ci si sente quasi in colpa a ridere) e che lascia in bocca un'amarezza che, una volta tanto, non è dovuta al solito drammetto facile affiancato al lieto fine ma ad una vera sensazione di aver visto se stessi e non esserne poi così contenti.