Jugband Blues, la recensione
Abbiamo recensito Jugband Blues, la graphic novel di Matteo Regattin dedicata al genio di Syd Barrett
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Gli esperti in materia avranno già riscontrato qualcosa di familiare nel titolo: Jugband Blues è infatti l'unico e ultimo brano scritto da Syd Barrett quale componente dei Pink Floyd, contenuto nel secondo album del gruppo, A Saucerful of Secrets, del 1968. La canzone è considerata da molti l'addio del fondatore al complesso, che guidato da Roger Waters e David Gilmour avrebbe cambiato per sempre la Storia del Rock.
Syd, al secolo Roger Keith Barrett (6 gennaio 1946 – 7 luglio 2006), è stato un personaggio incredibile, un talento poliedrico e maledetto: geniale musicista sì, ma prima ancora pittore e poeta dotato di una creatività incontenibile e innovativa, consumatasi in una spaventosa malattia mentale, probabilmente causata - o accelerata - dal massiccio uso di acidi e droghe.
Il giovane autore di origini friulane ne ripercorre la vita e la carriera sin dagli inizi, esponendo alcuni dei momenti cruciali in forma trasposta ma fondata su solide basi documentali. Non è una biografia che segue in maniera cronologica e tradizionale gli eventi. Come recita il sottotitolo A graphic trip on the tracks of Syd Barrett (“Un viaggio grafico sulle tracce di Syd Barrett”), si tratta di una ricostruzione immaginaria di fatti realmente accaduti, dove lo sballo non è quello provocato da sostanze allucinogene ma sta nella scelta del registro stilistico, improntato sulla dimensione onirica e visionaria, anche nelle tavole dal significato più terreno.
Le influenze artistiche di Regattin sono molteplici: vanno da Moebius a Shaun Tan, da Andrea Pazienza a Manuele Fior, e vengono da lui ricordate al termine dell'elegante cartonato dall'inusuale formato orizzontale, particolarmente idoneo per un libro di tali contenuti, dove non c'è pressoché confine tra reale e fantastico.

Le tonalità e le atmosfere che vanno per la maggiore, nelle pagine libere da schemi, sono quelle oscure, fatte di grigi e neri decisi, le quali coinvolgono il lettore nel buio dell'abisso razionale e spirituale del protagonista.
Jugband Blues è un tributo colto e potente che farà emozionare gli innumerevoli fan dei dei Pink Floyd e del “pazzo diamante”, come è stato definito Barrett dai suoi stessi ex compagni in Shine on You Crazy Diamond.
È molto cortese da parte vostra pensarmi qui
E vi sono molto obbligato per aver chiarito
che io non sono qui
Ed io non sapevo che la luna potesse essere così grande
E non sapevo che la luna potesse essere così triste
E vi sono grato per aver gettato via le mie vecchie scarpe
E avermi portato qui vestito di rosso
E mi chiedo chi stia scrivendo questa canzoneNon mi importa se il sole non splende
E non m'importa se nulla è mio
E non m'importa se sono nervoso con te
Amerò quest'invernoE il mare non è verde
E io amo la regina
E cos'è esattamente un sogno?
E cos'è esattamente uno scherzo?

