L'Esorcismo di Hannah Grace, la recensione
Un po' film d'esorcismo, un po' slasher classico, L'Esorcismo di Hannah Grace rivede la solennità del diavolo e lo rende una minaccia come tante
Là dove finisce un film di esorcismi inizia questo, con la chiusura della procedura e l’arrivo del corpo all’obitorio assieme ad una novellina alla sua prima nottata (ma dietro di sé, scopriremo, ha una non piccola esperienza d’azione). Molti hanno le visioni e sentono cose che non ci sono nelle loro prime notti all’obitorio, si fanno insomma suggestionare, la avvertono, ma lei non ha di questi problemi (e in effetti è vero, lei non si farà suggestionare, accadrà tutto sul serio).
Il diavolo di L’Esorcismo di Hannah Grace è dunque un demone generico, uno da combattere come fosse il killer di uno slasher. Non ha insomma niente di speciale ed è anzi molto di ordinario e mondano, uccide in sequenza e gioca al gatto col topo con le sue vittime. Addirittura ad un certo punto un sopravvissuto spiegherà alla protagonista i metodi per sbarazzarsene come fossimo in Alien.
Forse anche per questo L’Esorcismo di Hannah Grace, al netto di una certa onestà nell’uso della suspense e una confezione non troppo dozzinale, crolla dalla punto di vista della credibilità.
Pur ammettendo di essere di bocca buona, così è proprio difficile divertirsi.