Lezioni di cioccolato 2 - la recensione
Più centrato sul duetto Argenter/Shapi, sulle differenze culturali in campo sentimental/matrimoniale e sui Baci Perugina, arriva il sequel di Lezioni di Cioccolato...
Quasi 5 anni fa il primo Lezioni di cioccolato apriva ufficialmente una stagione che non ufficialmente era già aperta da tempo, quella di un cinema italiano di livello medio più che buono.
Dopo la defezione di Scamarcio (che pure era stato ottimo in L'uomo perfetto), desideroso di "impegnarsi" in orrende fiction televisive o film sbagliati di presunti autoroni, Cattleya ha trovato quel che cercava in Argentero.
L'icona da star system italiano anche qui fa il suo lavoro e, sebbene muti il contesto attorno a lui (più interazioni con l'egiziano Kamal, una straniera da conquistare, un maestro della cioccolata da aiutare), non cambia l'idea che c'è dietro al progetto: commedia sofisticata fondata su un umorismo sofisticato.
Con un ruolo più ampio e arioso rispetto al primo film, ma sempre al servizio dei protagonisti e mai da solo sotto il riflettore, questo straordinario attore keniota regala un'altra prestazione che tiene in piedi un film intero.
Dotato di tempi comici innati e di una capacità non comune di mescolarsi con il modo di agire e reagire italiano (lui che di italiano non ha nulla nè sa nulla) Shapi in ogni film è un'ulteriore scoperta. Forse, escluso Giuseppe Battiston, l'unico attore caratterista che lavora in Italia a essere a livello delle grandi spalle da commedia statunitense.