Mission: Impossible - Fallout, la recensione
Sballottato in giro per il mondo Ethan Hunt sembra non farcela più mentre Mission: Impossible - Fallout lo massacra più che mai
Non lo dice mai ed è il non detto più forte del film. La stanchezza, il peso e la fatica. Tutto quello che pare non sentire Tom Cruise (un applauso speciale per lui e per come tiene duro a tutti i livelli, non solo fisici) e il regista che non solo scrive e inventa sequenze d’azione inedite, potenti e a getto continuo, ma ha una capacità che non si trova quasi mai di unirle in un unico flusso che non le faccia apparire come un espediente meccanico (che poi è quello che in realtà sono). La caccia al McGuffin stavolta si moltiplica. C’è del plutonio da recuperare, perché perso inizialmente per motivi che mettono ancora più in crisi Hunt, occorre allora trovare una persona, fingersi lui per trattare con dei mediatori (Vanessa Kirby, fenomenale, stralunata, eccitata, vogliosa) e poi prendere un criminale da scambiare (Solomon Lane, vecchia conoscenza), per prendere lui occorre spostarsi e poi di nuovo una talpa, poi forse arriva il plutonio. Sempre alla rincorsa di qualcosa in luoghi e modi assurdi per tutti i coinvolti.
È una parte piccola di un film con molti personaggi e molte interazioni, uno in cui ogni volta McQuarrie sembra concepire la scena d’azione della sua vita (un doppio confronto fisico nel bagno sta a uno standard asiatico di perfezione). In una addirittura chiede e ottiene anche uno score in stile La Battaglia Di Algeri. E tutto funziona. C’è così tanta fatica e così tanto peso che anche i languidi sguardi alle donne di Hunt suonano romantici davvero per un uomo così vessato dalla vita. Un romanticismo che non ha più nulla a che vedere con la conquista e tutto con un po’ d’elemosina sentimentale. C’è qualcuno pronto a dare qualcosa ad Hunt che non osa chiederlo?
Niente da dire, McQuarrie nasce sceneggiatore e la sua abilità è tale qui da convincere chiunque che scrivere non vuol dire solo scrivere dialoghi ma concepire scene e usarle per portare avanti il racconto. Tutto quel che conta in questo film avviene o viene detto durante una scena d’azione ed essendo di fatto costruito con una scena d’azione dopo l’altra (letteralmente) è paradossalmente un film in cui vengono dette tantissime cose su un eroe che, finito il film, è come raramente ne vengono raccontati.