Mundaun, la recensione
Mundaun è un horror ambientato tra le Alpi Svizzere che ci ha stupito per stile e atmosfera, garantendoci ore di sana inquietudine
Uscito nel 2021 su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, Mundaun è un titolo passato abbastanza in sordina. Un’avventura horror in prima persona ambientata tra le Alpi Svizzere dal grande potenziale, ma rimasto celato alla maggior parte del pubblico. Sino a oggi. Nel recente evento di Annapurna Interactive, infatti, il celeberrimo publisher ha annunciato di aver acquistato i diritti di pubblicazione del gioco. Una mossa molto furba, che ha permesso a Mundaun di raggiungere anche PlayStation 5 e Xbox Series X|S, approdando così su tutte le piattaforme disponibili sul mercato.
UNA GITA IN MONTAGNA
La trama di Mundaun vede un ragazzo di nome Curdin che, in seguito alla misteriosa morte del nonno, torna nel suo paese natale sulle Alpi Svizzere. Una volta raggiunto Mundaun, nome della cittadina che dà anche il titolo al gioco, Curdin si accorge subito che c’è qualcosa che non va. Le poche persone si comportano in modo strano e una misteriosa forza aleggia tra le case di legno e pietra. Una forza dal volto di un uomo anziano, che sembra conoscere molto bene il ragazzo e la sua famiglia.
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Il punto di forza dell’intera opera di Hidden Fields sta proprio nell’atmosfera surreale e nell’ambientazione scelta per raccontare la vicenda. Bastano pochi minuti per trovarsi incuriositi dagli scenari montani delle alpi svizzere, accompagnati dal doppiaggio in romancio. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di una lingua parlata in Svizzera da meno di quarantamila persone e nata all’incirca nell’Alto Medioevo. Questa cura per la tradizione emerge dalle varie aree che ci troveremo a visitare, mentre la storia si fa via via sempre più interessante. Mundaun regala un paio di colpi di scena ben riusciti, alternati ad altri più prevedibili. Il tutto spaventando raramente, ma inquietando per la maggior parte del tempo. Non siamo di fronte a un titolo basato sui jump scare, infatti, bensì a un’avventura lenta e oscura, capace di rimanere ancorata al giocatore anche una volta appoggiato il pad.
LA SEMPLICITÀ PRIMA DI TUTTO
Mundaun è un titolo in prima persona, basato principalmente sulla narrativa. Il gameplay, infatti, rimane abbastanza superficiale, senza mai stupire davvero. Alcuni enigmi ambientali che ci siamo trovati a risolvere sono stati abbastanza stimolanti, senza mai diventare tediosi. Questo garantisce al gioco un buon ritmo, che permette al giocatore di terminare l’avventura in circa sette ore senza mai bloccarsi per lungo tempo.
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Gli sviluppatori hanno inserito anche degli scontri con alcuni avversari, che non vi riveliamo per non rovinarvi la sorpresa. Il problema, però, è che questi scontri sono forse l’elemento meno riuscito del gioco. Potremo combattere i nemici con dei forconi, che si danneggeranno a ogni utilizzo, o con un "antico" fucile. Il problema è che il combat system all’arma bianca è quasi del tutto assente e che anche il gunplay non riesce mai davvero a convincere. Si tratta di caratteristiche che non danneggiano la produzione, che ovviamente punta su altri aspetti, ma che ci fanno interrogare sulla reale necessità di inserire questi elementi all'interno del gameplay.
UNO STILE UNICO
Vi basta guardare un trailer di Mundaun per capire come il suo stile estetico sia tanto particolare, quanto interessante. Hidden Fields ha realizzato l’intero gioco utilizzando dei modelli 3D, sui quali poi sono stati sovrapposti dei disegni di Michel Ziegler, director e art designer del progetto. A questo è stato poi aggiunto un filtro seppia che rende il tutto ancora più particolare, contribuendo all’atmosfera finale. Il risultato è un comparto artistico atipico, ma che proprio per questo risulta uno dei punti di forza del titolo. Buono il comparto sonoro, che vanta il già citato doppiaggio in romancio e una soundtrack perfettamente integrata con la narrazione.