Non Mentire 1x01, 1x02: la recensione
La nostra recensione dei primi due episodi di Non Mentire
Un uomo e una donna che si sono incontrati fugacemente escono per la prima volta insieme, sono adulti e vaccinati, vanno al ristorante e poi per una serie di coincidenze lui sale a casa da lei. Non vediamo che succede ma il giorno dopo lei sostiene di essere stata violentata, lui invece di essere vittima di accuse infondate. Lei non ha prove e ricorda poco, lui ricorda bene invece che lei non ha mai dato ad intendere di non volerlo, anzi. La polizia indaga ma subito la vicenda diventa un’odissea mediatica di fango e ingerenze altrui.
Si tratta di un lavoro sofisticato di reimmaginazione dei luoghi e delle ambientazioni di cui la fiction italiana si ciba e di cui ha abusato negli anni saturandone il senso e svilendone le immagini.
L’ospedale, i medici, le case altoborghesi, le cucine medioborghesi, i ristoranti sofisticati, tutto quel cotè aspirational che solitamente costituisce l’ossatura forte della serialità di rapidissimo consumo (e ancora più spiccia realizzazione) qui è reimmaginato, rifondato con un occhio da cinema ma senza andare in deroga alla già citata “chiarezza” richiesta dalla collocazione in palinsesto.
Come nel più convenzionale dei gialli (in fondo c’è un colpevole che va trovato) la tensione è garantita dall’ingresso di nuovi indizi, nuovi testimoni, scoperte riguardo il passato dei personaggi e non dalla creazione di un’aria di continuo mistero. Proprio questa negazione di mistero, indecisione e impossibilità di conoscere tutto fino in fondo è quello che è più complicato accettare per uno spettatore abituato alla serialità moderna. Non Mentire non ingaggia con chi guarda quel gioco di scoperta e decriptazione degli indizi, né gli presenta personaggi complicati da capire, anzi gli fornisce tutto quel che deve sapere, solo un po’ alla volta.
Specialmente l’inizio della prima puntata riesce molto bene a unire questi opposti, a fare un racconto moderno e qualitativamente sofisticato su presupposti classici e superati. L’inferno dell’accusato che cerca di spiegare al mondo di essere innocente, e quello parallelo della vittima a cui nessuno sembra credere e che non vede nella polizia l’impegno che vorrebbe nell’incastrare il suo stupratore, sono due facce della stessa medaglia, entrambi parlano del rapporto che hanno con gli altri le vittime dei processi mediatici.
Certo tutto è stemperato da una trama parallela più smaccatamente melò che coinvolge la sorella della vittima e il suo ex, tutto è alleggerito da ritratti piacevoli e costumi garbati ma Non Mentire sembra davvero il più equilibrato e composto dei tentativi di superamento dei consueti clichè da serialità generalista, sembra davvero un tentativo da parte di un team che avrebbe potuto tranquillamente lavorare su una serie moderna di qualità, di fare qualcosa di invece popolare, un ponte verso un altro racconto per chi è abituato a quelli classici.