Non Mentire 1x05, 1x06: la recensione
La nostra recensione del quinto e sesto episodio di Non Mentire
Solo l’ultimo vero episodio Non Mentire potrà dirsi approdato pienamente ad un altro genere, una caccia all’uomo fatta in tante maniere diverse e da differenti parti. Giustizia ordinaria e giustizia privata continuano a scambiarsi, influenzarsi e sovrapporsi fino al finale, non trovando però mai quel ritmo incalzante che dovrebbe sostenerlo. Alla fine una chiusa quasi inattesa di una durezza, una cattiveria e anche un cinismo che non sembravano appartenere ai personaggi stupisce. Perché la furia della serie afferma senza problemi che la giustizia è giustizia, a prescindere dalla maniera in cui arriva. Non è edificante ma meschino e cinico, quella risma di sentimenti apprezzabili in racconti per adulti ma che qui sono così coccolati e giustificati che un po’ generano repulsione.
Non Mentire è stato un esperimento per Mediaset fatto andandoci piano, più interessante all’inizio che alla fine, molto incline a scendere a compromessi per non perdere il pubblico affezionato e capace di fare “nuova televisione” solo a sprazzi. Inevitabilmente il risultato, nonostante un impianto visivo più sofisticato del solito, soffre dei soliti problemi, oltre che di una realizzazione non sempre al medesimo livello (Preziosi e Scarano decisamente non recitano nella stessa maniera e con la stessa cura in tutte le scene, oscillando da un ottimo livello a scene tirate via e battute mangiucchiate).
E se l’intenzione del progetto è palesemente una sorta di rieducazione del pubblico tramite la ricalibrazione la bussola morale di ciò che viene proposto in televisione, assecondando idee decisamente più adeguate ai tempi quanto a diritti delle donne e uso strumentale della colpa, è allora dubbio che tutto sia finito com’è finito: con il meno corretto e il meno lieto dei lieto fine. Pur andando in deroga alla sempreverde fiducia per le forze dell’ordine che regna nelle produzioni televisive (rimangono l’espressione del meglio della nostra società ma non riescono a risolvere molto dimostrandosi abbastanza inutili), Non Mentire ottempera lo stesso a molto del buonismo generalista, assolvendo a piene mani un po’ tutti, lasciando in pace i ragazzi (sempre innocenti perché guardati da una prospettiva genitoriale e non da una che sia alla loro altezza) e acquietando i conflitti familiari scatenati dalla trama.