One Day - la recensione
Romanticismo da anni '90, misto a ruffianaggine da anni 2000. Ma One Day funziona, anche grazie ad una superba Anne Hathaway...
Ci sono attrici da commedia romantica, attrici da dramma romantico e poi c'è Anne Hathaway.
Non è infatti il taglio rapido e secco di Lone Scherfig a fare la differenza (non arrivava a queste vette An Education, pur avendo una scrittura migliore, nè tantomeno Italiano per principianti), e non è nemmeno la scrittura di David Nicholls (che adatta con le consuete esigenze di sintesi un proprio romanzo) tantomeno l'inadeguatezza di Jim Sturgess (mai così fuori posto), quanto l'occhione comunicativo e i movimenti empatici di Anne Hathaway.
Se già Rachel sta per sposarsi aveva dimostrato lo spirito da outsider che alberga nel volto di questa attrice, è One Day a confermare come occhi grandi e bocca larga possano dipingere tutto lo spettro umano e sentimentale di una (improbabile ma credibile) bruttina che diventa donna affascinante attraverso un processo di affermazione personale e intellettuale lungo 20 anni.