Orfani - Nuovo Mondo 12: Il terrore, la recensione
Orfani - Nuovo Mondo 12: Il terrore chiude la terza stagione della saga creata da Roberto Recchioni ed Emiliano Mammucari
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
La lotta tra lo schieramento capeggiato dalla figlia dell'ex Pistolero e quello guidato dalla presidentessa Jsana Juric diventa lotta di classe tra predestinati e reietti, in cui la fede sopravanza la vita e il fine l'uomo. Obbiettivi e credo degenerano in un fondamentalismo in grado di ottenebrare la mente e giustificare massacri.
In tutto ciò, un nuovo e misterioso personaggio irrompe sulla scena; è accompagnato da un droide simile Host, apparentemente un modello più avanzato, in quanto capace di feroce sarcasmo. Veste un mantello sopra un'armatura comprensiva di maschera d'acciaio (curiosa la casuale e vaga somiglianza con l'Infamous Iron Man di Brian Michael Bendis e Alex Maleev che sta per debuttare negli Stati Uniti). Combattente formidabile, Billy - così gli piacerebbe chiamarsi - è lui a recitare un ruolo fondamentale per le sorti della vicenda.
Risulta difficile aggiungere ulteriori apprezzamenti per la qualità grafica di questo fumetto, qui garantita da due talenti cristallini: quello maturo e internazionale di Davide Gianfelice e quello più giovane e dirompente di Matteo Cremona, esaltati dai colori di Alessia Pastorello.
Lo scrittore romano sulla propria pagina Facebook aveva scritto, presentando l'albo: “[...] è la mia idea di come si diano calci nelle palle alla gente in maniera editoriale.” Be', forse i lettori di Orfani non li meritavano proprio tutti.