Orphan Black (prima stagione): recensione
Recuperiamo e recensiamo Orphan Black, il thriller fantascientifico indicato da molti come una delle migliori novità dell'anno
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Il prologo è fulminante e emblematico. Annullando qualunque parentesi introduttiva e gettandoci nella mischia, ignari di tutto esattamente come la protagonista Sarah Manning, ci ritroviamo in una stazione ad assistere al suicidio di una donna uguale alla stessa Sarah. Di lì un furto d'identità spalancherà per la ragazza sbandata un mondo che fino a quel momento le era stato risparmiato, lasciandola nell'ignoranza e in una relativa serenità. Tante, troppe nuove persone entreranno nella vita di Sarah, ognuna di esse identica nell'aspetto, ma completamente opposta nel carattere. Si potrebbe pensare in primo momento che il nucleo della storia sia la ricerca della verità, ma ciò è vero solo in parte.
Impossibile poi non sottolineare la bravura di Tatiana Maslany. L'interazione tra i personaggi da lei interpretati funziona perfettamente, reggendo in ogni istante la finzione scenica sulla quale si basa gran parte dei momenti più importanti della serie e addirittura facendoci dimenticare come si tratti della stessa attrice. Anche in questo caso un intelligente lavoro di costruzione di caratteri alle spalle, saggiamente estremizzati e ipercaricati per accentuare le differenze. Francamente parlare di tematiche per una serie come questa è un'esagerazione: diciamo solo che è interessante notare come - la serie ce lo dice espressamente, addirittura mostrandoci diversi orientamenti sessuali tra i cloni – la componente ambientale abbia avuto un ruolo fondamentale nel diversificare le varie versioni di Sarah, piuttosto che quella genetica.
Orphan Black non è il miracolo televisivo dell'anno, ma per essere una delle prime produzioni originali del network ha decisamente vinto la propria scommessa. Denso di avvenimenti, ricco di personaggi, mai noioso, ma soprattutto consapevole dei propri limiti e difetti e del modo di non farli pesare troppo sul racconto. Da recuperare, in attesa della seconda stagione che debutterà il prossimo 19 aprile.