Race For Glory - Audi vs. Lancia, la recensione
Il campionato rally '83 raccontato dal punto di vista di Cesare Fiorio, in Race For Glory diventa uno dei migliori film sportivi italiani
La recensione di Race For Glory, il film di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio in uscita in sala il 14 marzo
Già dalla trama si capisce che Race For Glory ha capito cosa conti davvero in un film come questo: il nerdismo. Nerdismo per le auto e per la meccanica ovviamente. Tutto il film è realizzato e scritto con la maniacalità giusta per i pezzi di ricambio, per le componenti, per i costumi, i marchi, le tute e le gomme sporche. Sono infatti proprio le questioni meccaniche, e non quelle di guida o di piloti, che danno un senso alla storia e indirizzano il racconto o influenzano gli snodi. Pornografia delle corse, delle mani sporche di olio, delle scocche che si rompono e delle derapate. Tutto per raccontare qualcosa di eminentemente sportivo, la sfida tra due uomini (il team manager Lancia e quello di Audi), cosa significhi vincere e contemporaneamente anche il rapporto con un pilota che rappresenta il contrario, il desiderio di non vincere a tutti i costi.
Non tutto nel film è perfetto (anzi!) è una produzione italoinglese, ed è girato in inglese, quindi a noi arriva doppiato e non benissimo. Le voci sono un po’ scollate e c’è un generale senso di artificio che richiede uno sforzo in più per entrare nel film. I dialoghi poi non aiutano. Nonostante Race For Glory non sia scritto male, le battute e le interazioni sono abbastanza dozzinali e abbassano tutto. Infine è abbastanza scarno visivamente (ma tutto lo sforzo almeno va nelle corse). Per fortuna Race For Glory è un film che esprime un gran calore per il genere cui appartiene (il cinema sportivo) e la sua grande concentrazione sul protagonista (previsto in praticamente ogni inquadratura che non sia nell’abitacolo delle auto da corsa) trova in Scamarcio la colonna che serve. Se Rush faceva un buon servizio al cinema di corsa, puntando su una ricostruzione sontuosa e una coppia di protagonisti opposti, Race For Glory punta su un uomo solo come emblema di un modo di vivere la competizione.