Recensione - Crysis 3 - Ritorno a New York
Crysis 3 rappresenta un ottimo mix tra le caratteristiche del primo e del secondo episodio

Dopo un primo capitolo tecnicamente rivoluzionario e apertissimo, seguito da un secondo episodio quasi troppo guidato, gli sviluppatori di Crytek tornano alla loro fortunata saga con Crysis 3. Un capitolo forse conclusivo, che sembra voler prendere il meglio da entrambi i predecessori, recuperando parte della libertà d’azione del capostipite e l’accessibilità del sequel, prefiggendosi inoltre l’obbiettivo di imporsi nuovamente dal punto di vista tecnologico, tanto su PC quanto sulle console HD. Obbiettivi in gran parte coronati, dato che, come vedremo, Crysis 3 rappresenta di gran lunga il miglior lavoro della casa di sviluppo tedesca.


Come accennato, il gameplay di questo terzo capitolo si presenta come un mix di quello proposto dai due predecessori, nel tentativo di creare la miscela perfetta. In effetti, la linearità e le “scelte obbligate” di Crysis 2 appaiono molto lontane, grazie a una grande apertura dei livelli e alle modifiche effettuate al visore. Quest’ultimo infatti non concede più l’individuazione automatica di due o tre modus operandi come accadeva nel predecessore, ma permette ora solamente il marcamento dei nemici (i quali, una volta individuati, rimarranno visibili sia sull’interfaccia, grazie a icone in sovraimpressione, sia sulla minimappa) e delle casse di armi e munizioni sparse per le ambientazioni. Il confronto con i nemici cambia nettamente nel passaggio dai CELL, umani mercenari, agli alieni CEPH, questi ultimi nettamente più resistenti alle armi e dotati in generale di un arsenale più efficiente (anche se, nel caso dell’arco, una freccia ben piazzata sarà sempre sufficiente a eliminarli). Rispetto al predecessore, le routine dell’intelligenza artificiale sono state migliorate, con manovre più credibili nel caso si venga scoperti durante la ricognizione. Gli avversari tentano ora di stanare il giocatore in maniera più credibile, facendo ampio utilizzo di granate EMP (in grado di disattivare temporaneamente la nanotuta) e sparando alla cieca in direzione del giocatore. Per quanto Crysis 3 non sia oggettivamente un gioco difficile, soprattutto da metà in avanti l’esperienza potrà farsi piuttosto impegnativa.
Per quanto Crysis 3 si basi su meccaniche alla base molto semplici, con missioni che richiedono di andare semplicemente dal punto A al punto B, l’arsenale molto vasto e personalizzabile, i due poteri della Nanotuta, l’aggiunta dell’arco e soprattutto l’ottimo design delle mappe e dei livelli fanno di ogni missione un’esperienza dinamica e imprevedibile, in grado di trasmettere un grande senso di libertà.
Alla campagna singolo giocatore, della durata di 7/8 ore e contornata da una trama piuttosto appassionante, sebbene non certo originale, si affianca un comparto multigiocatore recuperato in gran parte da quello proposto dal predecessore. Sebbene la crescita dei livelli e il conseguente sblocco di abilità speciali (o “perk”) lo accomuni a quello proposto dalla serie Call of Duty, un buon numero di mappe ben disegnate, una modalità molto originale e diversa (Hunter) e i poteri della nanotuta lo discostano a sufficienza dalla tradizione. Non avrà la longevità potenziale offerta da Call of Duty e Battlefield 3, ma si presenta comunque come un comparto online ben confezionato, in grado di regalare diverse ore di scontri in multigiocatore.

Dal punto di vista tecnico, Crysis 3, senza troppi giri di parole, si presenta come il miglior titolo multipiattaforma apparso su questa generazione. La versione Xbox 360 da noi testata si è rivelata notevole sia per mole poligonale, sia per qualità delle texture che per ottimizzazione, con caricamenti brevi e ben distribuiti e una fluidità quasi mai compromessa. Un comparto animazioni di prim’ordine e un’effettistica non troppo sacrificata rispetto al versione PC consacrano quello di Crysis 3 come miglior comparto tecnico degli ultimi anni. Il doppiaggio in italiano fa un discreto lavoro nel caratterizzare i diversi personaggi, e la colonna sonora è, come da tradizione per la saga, molto ben realizzata e abbinata all’azione a schermo.
Sebbene non si discosti molto dalla tradizione della saga, Crysis 3 rappresenta un ottimo mix tra le caratteristiche del primo e del secondo episodio. L’unica vera innovazione proposta dal gioco, beninteso, è puramente tecnica, ma il gameplay si rivela nondimeno solido e impegnativo, contornato da un level design tanto spettacolare quanto in grado di supportare pienamente le peculiarità dell’offerta ludica. Una produzione consigliatissima a tutti gli appassionati di sparatutto impegnativi e spettacolari, e, naturalmente, agli appassionati della saga firmata Crytek. Soprattutto i delusi dal secondo capitolo, potrebbero trovare in questo terzo, e forse ultimo, capitolo, un ritorno a un gameplay molto più libero e soddisfacente.
Tipologia di Gioco:Abbiamo testato Crysis 3 in versione Xbox 360 e PC, grazie a copie forniteci dal publisher Electronic Arts. Abbiamo completato la campagna a diversi livelli di difficoltà, scoprendo come la base per ogni giocatore navigato sia rappresentata dal livello Veterano. Ancor più interessante il successivo livello, Supersoldato, che elimina parte dell'interfaccia (ma non il marcamento dei nemici). Ci siamo successivamente spostati sui campi di battaglia online per diverse ore di prova diretta.