Recensione - Fire Emblem: Awakening - Perfezione strategica
Fire Emblem: Awakening riluce della magnificenza del suo gameplay, ma in esso non si risolve totalmente

L'attesa spasmodica che i giocatori hanno dovuto sopportare per mettere finalmente mano su Fire Emblem: Awakening è finita, ed il gioco è ora disponibile anche in Europa. Ad un anno dall'uscita giapponese, possiamo anche noi affermare, senza alcuna remora, che Fire Emblem: Awakening è un capolavoro del genere strategico, forse anche il migliore della serie, certamente quello più equilibrato ed attuale, grazie ad un sistema di gioco che conserva tutte le tradizioni di un brand che vanta ventitré anni e ne attualizza le dinamiche, grazie ad alcuni semplici espedienti che hanno comunque il loro peso nell'economia di gioco.

In un regno assediato dal re folle Gangrel e da un esercito di non morti (qui definiti risorti), il principe Chrom comanda i Pastori, guardiani della pace. Alle due minacce essi dovranno far fronte, in uno svolgersi di eventi che lascia ampio spazio a spettacolari colpi di scena, anche questi da sempre previsti nei titoli della serie. Fin dai primi momenti di gioco, che gettano le basi della storia, Fire Emblem: Awakening viaggia sui binari dell'entusiasmo, in un coinvolgimento totale che avvolge il giocatore e non lo fa staccare. Le stupende scene animate, l'incontro con i primi personaggi, la prima, seppur semplicissima, battaglia, sono le prime tappe: ne seguono numerose altre, che aprono la via verso ulteriori elementi di gioco, verso una profondità di gioco totale, ma mai complessa.

Controllare punti d'accesso, posizioni che concedono bonus in battaglia, il raggio d'azione dei nemici, sono tutte operazioni che vanno fatte, prima di muovere battaglia, in scontri che reggono sul triangolo delle armi tipico della serie, nel quale spada, ascia e lancia sono forti su un'arma e deboli rispetto a un'altra. Per la prima volta, è possibile affrontare questi scontri godendo di bonus relativi alla vicinanza di un altro personaggio: basta affiancarvisi, ed in base al rapporto tra le unità, che si consolida proprio combattendo insieme, si otterranno benefici statistici, nel danno come nelle probabilità di colpire o schivare, o addirittura si vedrà l'unità di supporto sferrare il proprio attacco. Non solo: è addirittura possibile unire due unità, in qualunque momento, facendole muovere insieme, ricevendo ugualmente bonus, al prezzo ovviamente di avere una pedina in meno sul campo di battaglia.
Due novità che sembrano da poco, ma che hanno un impatto enorme sull'economia del gioco, con il giocatore che si ritrova a muovere i propri combattenti anche in base al grado di sostegno che vi è tra essi. In un impianto strategico di per sé già clamoroso, che tiene conto del terreno, delle capacità di movimento delle unità, delle loro possibilità di attacco, vitalizzato dall'enorme varietà a disposizione di un comandante, il giocatore, che ha a propria disposizione un vasto numero di classi, ognuna con il proprio punto forte e le proprie debolezze, si aggiungono altri due elementi di rilievo, che non ne sconvolgono l'impianto ma l'arricchiscono ulteriormente. In questo, Fire Emblem: Awakening, è davvero il migliore episodio della serie, anche grazie ad un maggiore equilibrio nel livello di difficoltà, che tende verso l'alto, perché nessun Fire Emblem è un gioco facile, e la morte di un personaggio tanto amato è sempre dietro l'angolo, ma non arriva certo ai picchi di frustrazione dell'episodio per Wii, Radiant Dawn.

A completare la straordinarietà di una produzione davvero senza difetti, ci sono un comparto tecnico ottimo ed una longevità di per sé già eccellente, ma che verrà ulteriormente migliorata dall'uscita di numerosi DLC. Per quanto riguarda l'aspetto cosmetico, Fire Emblem: Awakening è tra le migliori produzioni per Nintendo 3DS, grazie a personaggi ben realizzati, effetti godibili ed un aspetto di pulizia generale. Una tecnica che però, per quanto buona, impallidisce di fronte ad una direzione artistica straordinaria, anche all'interno di una serie che di tal aspetto ha da sempre fatto uno dei suoi punti forti. Dalle scene animate, ai semplici ritratti dei personaggi, Kozaki Yusuke raggiunge il suo picco più alto, doppiando quanto di già ottimo fatto in ambito videoludico con No More Heroes. Ci mette il suo anche un effetto 3D convincente, che valorizza particolarmente alcune scene, con dettagli, come la cenere di un incendio, o gli uccelli che volano, che sembrano veramente uscire dallo schermo. Simile il giudizio su una colonna sonora ottima, composta da brani vari e che ben si confanno alle situazioni nelle quali vengono impiegati.
Fire Emblem: Awakening è uno strategico a turni ambientato in un mondo fantasy.
Come è Stato Giocato:Il gioco ci è stato gentilmente fornito da Nintendo, tramite codice per il download da eShop. L'avventura principale è completabile in una trentina di ore, ma tra missioni secondarie, scontri casuali e DLC se ne possono ricavare il doppio.