Recensione - inFamous: Second Son - Cortina Fumogena
Deslin è una sorta di misto fra Peter Parker, dal lato della personalità, e Rogue degli X - Men per quanto riguarda i poteri

Playstation 4, nonostante le straordinarie vendite e il buon riscontro di pubblico è ancora priva di una vera killer application. Killzone: Shadow Fall non è riuscita a mantenere le aspettative, se non quelle connesse al comparto tecnico, mentre, per ora, i giochi migliori sono i soliti multipiattaforma come Assassin's Creed. Dopo l'arrivo di Titanfall su Xbox One, insomma, Sony doveva battere un colpo, tirando fuori un gioco che mostrasse le potenzialità della sua nuova macchina. inFamous: Second Son è quel gioco.


Dal lato del gameplay Second Son non si discosta troppo dai due giochi precedenti ma sfrutta la maggior potenza bruta di Playstation 4 per trasformare Seattle in un enorme parco giochi a disposizione del giocatore. La città è stata ricostruita fin nei più piccoli dettagli e nei panni di Delsin potremo esplorarla nella sua interezza, dagli slum fino alle cime dei grattaceli. Grazie al principale potere del nostro protagonista, la capacità di trasformarsi in fumo, avremo la possibilità di sfruttare i condotti di areazione e di attraversare come se nulla fosse i muri e i cancelli meno spessi. Inutile dire che pure nei combattimenti potremo usare le nostre abilità, creando potentissimi missili di fumo oppure lanciando dei fumogeni per distrarre i nemici o, ancora, evitando i proiettili cambiando la composizione fisica del nostro corpo. Per non rimanere mai indifesi, però, dovremo continuamente assorbire nuovo fumo e, per questo motivo auto in fiamme, comignoli e incendi diventeranno i nostri migliori amici. Una volta esaurita la barra del fumo, infatti, Delsin sarà pressoché indifeso di fronte ai soldati del DUP e uno scontro a viso aperto ci condurrebbe a morte certa. Come i due capitoli precedenti, anche Second Son basa buona parte del gameplay sulla dicotomia fra eroe e nemico pubblico facendo pesare ogni nostra azione in termini di karma positivo o negativo. Risparmiare un nemici inerme ci renderà più amati, mentre sacrificare civili innocenti ci spingerà verso il "lato oscuro". Abbiamo fatto un esempio piuttosto manicheo perché, purtroppo, anche questo nuovo inFamous non riesce a rendere il sistema delle scelte morali più sottile, meno sbattuto in faccia al giocatore; si passa dal bianco al nero senza nessun tono di grigio. Il peso delle scelte, di fatto, non esiste e, comunque, siamo sempre in grado di correggere il tiro magari evitando il finale "cattivo" pur avendo passato due terzi del gioco ad ammazzare civili e facendo esplodere auto.
inFamous Second Son è un action free roaming in cui, nei panni di un mutante, dovremo sconfiggere una malvagia agenzia del governo americano che sta architettando un colpo di stato. Come i due capitoli precedenti anche Second Son fa largo uso di un sistema di ricompense basato sul karma, ovvero sull'allineamento morale delle nostre azioni. Comportandoci bene avremo un finale da eroe, mentre comportandoci male dovremo prenderci la responsabilità delle nostre azioni.
Come è Stato Giocato:Abbiamo testato inFamous: Second Son grazie a una copia di review gentilmente fornitaci da Sony, per scrivere questo pezzo abbiamo completato il gioco.