Recensione, La donna che visse due volte: il Blu-Ray Disc
La nuova edizione di Vertigo - La Donna che Visse due Volte non è esente da difetti e mancanze, ma al momento è la miglior trasposizione disponibile...
Un trauma procurato durante un inseguimento costringe al pensionamento anticipato l’ispettore di polizia “Scottie” Ferguson (James Stewart) le cui irresistibili vertigini non gli consentono di svolgere più le mansioni da agente. Un vecchio amico, conscio dell’acrofobia di Scottie, lo incarica di sorvegliare la moglie Madeleine (Kim Novak) che sembra sia posseduta spiriticamente da un’antenata. Temendo che Madeleine possa suicidarsi come fece la sua ava, Scottie accetta il compito: la pedina, la salva da un tentativo di annegamento e infine se ne innamora..
“Vertigo” (1958), uscito in Italia col titolo “La donna che visse due volte”, è liberamente tratto dal romanzo “D’entre les morts” (1954) degli scrittori francesi P.L. Boileau e T. Narcejac, i quali scrissero il romanzo appositamente per Hitchcock che aveva già manifestato interesse per la loro precedente opera “I diabolici”. Infatti, a pochi giorni dalla pubblicazione, la Paramount aveva già ottenuto i diritti per lo sfruttamento cinematografico del libro.
Pur seguendo lo svolgimento narrativo del romanzo, Hitchcock divide il film in due parti ben distinte, ovvero le due vite di Madeleine, rese entrambi forti grazie ad un’ottima impostazione thriller che nel cartaceo risultava fiacca, soprattutto nel finale. Con il cambiamento di un particolare rispetto all’originale, il regista riesce a dirottare lo spettatore verso l’indagine di ciò che è concreto e ciò che è illusorio, mettendo quindi in disparte l’attenzione per il mistero della possessione spiritica che comunque già a metà film potrà dirsi risolto. Con un ritmo che alterna passaggi veloci ed improvvisi con lente contemplazioni, Hitchcock trasforma i protagonisti in elaborazioni di sceneggiatura, inducendo il pubblico a diffidare, a ricostruire il profilo psicologico dei personaggi che, sin dall’inizio, vengono presentati tramite emozioni, nello specifico punto di vista di un uomo innamorato che vede nell’amata la possibilità di riscattarsi da un trauma che ha sopito la sua vitalità.
“Vertigo” è forse il film più tragico e pessimista della collezione di Hitchcock, pur proponendo una buona dose di visionarietà e sperimentalismo : la riflessione sull’ossessione fisica e mentale simboleggiata dalla spirale è infatti trasposta con un ricco passaggio tra i generi quali il poliziesco, il misterioso e accenni di paranormale che confluiscono in una sofferta storia d’amore il cui destino è una minaccia d’esecuzione, almeno quanto la morte stessa.
Video
Universal propone “La donna che visse due volte” in Full HD 1080p nel formato d’immagine originale 1.85:1 su un singolo disco blu-ray BD50.
Incongruenza italiana a parte, il quadro video presente sul supporto è encomiabile. La colorimetria è viva e fedele, i carnali sono naturali e i dettagli dei visi sono perlopiù marcati, ben delineati. Le note dolenti purtroppo non mancano ed era lecito aspettarseli per i trattamenti suddetti e le difficoltà avute con i negativi. In alcune sequenze il contrasto cala a picco lasciando l’immagine in balia di una luminosità eccessiva e mal diffusa che inevitabilmente soffoca la tridimensionalità dei corpi e crea visibili anomalie con le ombre e i particolari dello stage. Non si riscontrano artefatti da compressione o difetti riconducibili a manipolazioni digitali; i limiti quali il flickering improvviso, l’appiattimento dei fondali, qualche graffio e baluginio puntiforme di troppo sono maggiormente attribuibili alla natura del girato che purtroppo non ha goduto di una conservazione perfetta. Eppure l’avviso di alcuni controcampi “fuori norma” evidenzia una complicata cernita dei materiali per il montaggio finale che forse già a monte aveva dato a Hitchcock e Alma qualche seccatura, risolta poi con un collage vittima dei compromessi.
Audio
Una situazione analoga è avvenuta con “La finestra sul cortile”, altro titolo che venne restaurato da Universal nei primi anni ’80.
Visto che il rimaneggiamento del 1997 ha consentito il recupero di circa il 90% dell’audio originale, che poi è stato convertito in DTS, avremmo gradito la presenza della traccia originale monofonica inglese e del primo doppiaggio italiano.
Extra
All’interno della confezione troviamo una cartolina da collezione della pellicola che, pur essendo un contenuto speciale, non può rivaleggiare con l’abbondanza di extra presenti nel disco blu-ray.
Manca il commento del produttore associato H. Coleman e dei restauratori R.A. Harris e J.C. Katz che arricchiva le precedenti edizioni.
Conclusione
La nuova edizione targata Universal non è esente da difetti e da alcune mancanze ma al momento è la miglior trasposizione disponibile. La bontà dell’immagine, del reparto audio e degli extra contribuiscono comunque a rendere il prodotto più come una perfezione sfiorata che non un pacchetto incompleto.