Recensione - Lollipop Chainsaw - Genio e sregolatezza
Sembra che Suda 51 abbia voluto in primo luogo dare libero sfogo al proprio grossolano humour, relegando il gameplay al ruolo di contorno.

Mentre Juliet Starling, cheerleader modello e cacciatrice di zombie dalla motosega facile, si sta dando alla sua attività quotidiana, ossia massacrare orde di non morti, il suo ragazzo Nick (o meglio, la sua testa… ma di questo parleremo più avanti) le chiede: “Juliet, perché quando uccidi gli zombie ne escono stelle filanti e cuoricini?”.
Al che la bionda risponde, con tutta la naturalezza del mondo: “Perché è fico!”.

Questo scambio di battute è esemplare nel riassumere la filosofia dietro a Lollipop Chainsaw, titolo action firmato da Goichi “Suda 51”, e dunque intriso di tutta la sua personalità. Prendendosi non troppo finemente gioco del cinema cult-trash e delle grindhouse, il folle sviluppatore propone un hack'n'slash al tempo stesso atipico e tradizionale. Se infatti il gameplay, tolta la patina di glitter e vari ammiccamenti, non risulta differente dalla media del genere, alcune piccole trovate nel level design riescono a mantenere l'attenzione del giocatore sufficientemente alta da non annoiarlo nel corso della seppur breve modalità storia.
D'altra parte, Lollipop Chainsaw è anche un gioco (volutamente?) grezzo e per nulla rifinito, che non si preoccupa di dare in pasto all'utenza controlli ben poco raffinati, un comparto tecnico non certo al passo con i tempi e un sistema di combo che lascia molto a desiderare. Nondimeno, i lampi di genio e l'humour-spazzatura di Suda 51 funzionano a tratti molto bene, contribuendo ad alimentare un dibattito che, non a caso, accompagna costantemente le sue creazioni.
Dal punto di vista del gameplay, l'approccio tradizionale accennato in apertura si concretizza in un sistema di combo che prevede l'alternanza tra i tasti dedicati all'attacco pesante (ossia con motosega), leggero (una serie di calci in stile cheerleader, con tanto di pon pon) e il salto, con la possibilità di sbloccare nuove combo spendendo la valuta di gioco, naturalmente accumulata massacrando i non morti. Man mano che si accumuleranno uccisioni si andrà a riempire una barra che, una volta piena, permetterà di attivare per qualche secondo l'invulnerabilità della protagonista. Le eliminazioni contemporanee di tre o più nemici invece, ottenibili cercando di menare fendenti contro gruppi numerosi, attiveranno una speciale kill-cam e garantiranno un maggiore ritorno in termini di valuta di gioco.
A parte il continuo massacro di zombie, divisi tra tradizionali, mini-boss e boss di fine atto, e la gestione della crescita del personaggio, Lollipop Chainsaw non ha molto altro da offrire. La scuola di San Romero e i suoi dintorni presenteranno sparsi disordinatamente momenti interessanti, come l'inseguimento in più fasi di uno School Bus fuori controllo, e altri ben meno riusciti.

Se c'è un motivo per sopportare tali cadute di stile, è la certezza che esse verranno compensate da momenti ben più divertenti. Inutile rovinare la sorpresa, ma vi sono alcune gag, soprattutto quelle originate dalle comparsate della bizzarra famiglia di Juliet, davvero degne di nota. In questo senso, sembra quasi
che con Lollipop Chainsaw Suda 51 abbia voluto in primo luogo dare libero sfogo al proprio grossolano humour, relegando il gameplay ad un misero contorno. Questa formula potrebbe soddisfare alcuni palati, ma pad alla mano ci sono ben pochi dubbi: le avventure di Juliet si configurano più che altro come un “sopportare” le evidenti mancanze per godersi qualche luminoso attimo di genio e follia.
Lollipop Chainsaw potrebbe essere paragonato al taccuino degli appunti di un folle umorista, pubblicato senza revisioni. Disordinato e a tratti raffazzonato, risplende solo a tratti del genio del proprio autore, e forse proprio per questo ne rispecchia in maniera esemplare le contraddizioni. Avvicinatevi se la formula vi stuzzica, ma sappiate anche che nel portfolio dell'autore ci sono perle decisamente più preziose, dal citato No More Heroes al sottovalutato Shadows of the Damned.
Tipologia di Gioco:Lollipop Chainsaw è un hack'n'slash caratterizzato da meccaniche classiche e un incedere estremamente lineare. Cinque atti, corrispondenti ad altrettante ambientazioni nei dintorni della San Romero High School, porteranno la cheerleader Juliet Starling a debellare un'invasione di zombie guidati da ex studenti trasformatisi in divinità del rock.
Come è Stato Giocato: