Recensione - Sleeping Dogs: Definitive Edition
Sleeping Dogs torna sulle nostre console con un'edizione rimasterizzata decisamente interessante
Sleeping Dogs, scusate il gioco di parole, è stata una delle hit dormienti del 2012. Etichettato da molti come la variante all’orientale di GTA, il gioco di United Front ha saputo stupire pubblico e critica, diventando, in breve tempo, un piccolo cult, nonché il primo vero successo dello sbarco americano di Square Enix (che sarà poi coronato da Tomb Raider e Hitman).
Dal punto di vista del gameplay, Sleeping Dogs si conferma piuttosto solido, il sistema di combattimento, ispirato pesantemente ai due Batman di Rocksteady, non è troppo profondo ma offre una serie di spunti interessanti, come la possibilità di usare gli elementi dello scenario e un bel sistema di contrattacchi e combo. Certo, rispetto a giochi più moderni siamo comunque leggermente indietro ma, in ogni caso, Wei Shen continua a menare piuttosto duro, anche se, forse, non appare più elegante come due anni fa. Pure la componente free roaming rimane tutto sommato ancora attuale nonostante l’arrivo di GTA V abbia alzato l’asticella in maniera considerevole. Sleeping Dogs, insomma, è invecchiato piuttosto bene e, ancora oggi, riesce a tenere abbondantemente testa a produzioni almeno all’apparenza più moderne. La vicenda raccontata, insieme alla forza evocativa dell’ambientazione, riescono a proporre un’esperienza ludica al tempo stesso coinvolgente e
"Sleeping Dogs è invecchiato piuttosto bene e riesce a tenere testa a produzioni almeno all’apparenza più moderne"Sleeping Dogs era un ottimo gioco nel 2012 e lo è anche ora, lo sarebbe stato pure senza il lavoro di maquillage estetico cui United Front ha sottoposto la sua creatura. Questa edizione merita l’acquisto, dunque? Il nostro consiglio, se non avete avuto modo di giocare a Sleeping Dogs all’epoca dell’uscita originale è un si pieno. Triadi, calci volanti, neon e inseguimenti non stancano mai inoltre, per una volta, abbiamo un gioco che si allontana dagli stereotipi del suo genere d’appartenenza. Come due anni fa gli unici dubbi che rimangono si concentrano sulla poca esplorabilità di Hong Kong: le missioni secondarie ci sono e non sarebbero neppure male, tuttavia, al di fuori della trama principale, gli sviluppatori sembrano essersi impegnati meno, come se non avessero voluto premere a fondo sull’accelleratore, forse anche per motivi economici.

