Recensione - Sniper Elite V2 - Centro quasi perfetto
La migliore esperienza di cecchinaggio mai offerta da un videogame

Quello che da alcuni verrà visto come il più grande pregio di Sniper Elite V2, per altri rappresenterà il suo più evidente difetto: si tratta di un gioco lento e oggettivamente difficile, senza dubbio più della media.

Dal punto di vista del gameplay, le missioni si assomigliano tutte, perlomeno per struttura: si comincerà infiltrandosi di nascosto in un avamposto nemico, che si tratti delle vie di una Berlino distrutta dai bombardamenti o di qualche ex fabbrica civile riconvertita a linea di produzione per materiale bellico, cercando di eliminare silenziosamente quanti più nazisti possibile. Inevitabilmente si finirà per venire scoperti (completare le missioni interamente in stealth non è possibile) e ci si troverà spesso a battere velocemente in ritirata cercando di arginare la controffensiva.
La risorsa principale sulla quale il protagonista potrà fare affidamento sarà naturalmente un fucile da cecchino, durante l’utilizzo del quale la visuale passerà dalla terza alla prima persona, mostrando una soggettiva dall’ottica. Prima di premere il grilletto sarà tuttavia necessaria un’attenta pianificazione, possibile grazie al binocolo in dotazione. Questo permetterà al giocatore innanzitutto di scovare tutte le forza nemiche presenti sul campo, a patto di avere un buon colpo d’occhio: non tutti gli avversari saranno infatti in piena vista, con cecchini talvolta ben nascosti tra i tetti degli edifici. La fase di scouting preliminare sarà aiutata dalla possibilità di marcare gli avversari con un indicatore rosso, utile per mantenere la situazione sotto controllo anche dopo aver scatenato l’inferno abbattendo il primo malcapitato. Vi saranno inoltre frangenti in cui sarà possibile sfruttare alcuni rumori di fondo ripetuti (come il risuonare di un bombardamento o i rintocchi di una campana) per eliminare alcuni avversari isolati senza che i compagni se ne accorgano.
Il level design proposto da Rebellion fa un buon lavoro nell’incanalare a dovere l’azione (perlopiù lineare) lasciando al contempo una discreta libertà d’approccio al giocatore, che si troverà a dover decidere come pianificare ogni nuovo attacco. In queste fasi torneranno utili alcuni strumenti secondari a disposizione del giocatore, come trappole esplosive (una mina da terra, una bomba con cavo ad inciampo o della dinamite a cui sparare dalla distanza) ottime per coprire adeguatamente una pronta ritirata.

Sniper Elite V2 è un titolo appositamente studiato per supportare un gameplay lento e riflessivo, fatto di lunghe analisi del campo di battaglia e chirurgiche eliminazioni, con uno spazio molto limitato per l’improvvisazione. Un’impostazione insomma diametralmente opposta a quella dello shooter in terza persona medio.
Per quanto, a nostro parere, l’avventura dia il meglio di sé se affrontata in solitaria, i ragazzi di Rebellion hanno aggiunto la possibilità di affrontarla in compagnia di un amico online. Non essendo obbligata, rappresenta un’aggiunta comunque gradita.
Dal punto di vista visivo il lavoro è solo discreto: buona la simulazione della balistica, a deciso scapito della qualità grafica, con texture perlopiù piatte, animazioni legnose, colori mai abbastanza accesi. Si salvano l’illuminazione dinamica e gli effetti particellari legati alle esplosioni, nel complesso discreti.
Sniper Elite V2 non ha molta concorrenza nel suo campo: i giochi di cecchinaggio sono una rarità e dunque, seppure con i suoi difetti, il titolo Rebellion si merita senza riserve la palma di miglior produzione del genere. A patto di mantenere alto il livello di difficoltà e di “giocare secondo le regole” dettate dagli sviluppatori, ossia mantenendosi a distanza dal nemico, il divertimento sarà assicurato. Coloro in cerca invece di esperienze guerresche più tradizionali e dinamiche farebbero meglio a rivolgersi altrove, la scelta in tal senso di certo non manca.
Tipologia di Gioco:Abbiamo testato la versione Playstation 3 del titolo provando le diverse impostazioni di difficoltà (è infatti possibile gestire indipendentemente alcuni parametri) e scoprendo come il gioco dia il meglio di sè ai liveli massimi. Terminata la campagna (circa 9 ore complessive) abbiamo testato la cooperativa, che ha funzionato senza problemi, e le modalità competitive online, dove ci ha deluso la disponibilità di mappe, molto limitata.