Recensione - The Evil Within
Il padre dei survival horror ci delizia con il suo nuovo titolo: The Evil Within
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The Evil Within - Logo[/caption]
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The Evil Within - Screenshot[/caption]
Se da un punto di vista stilistico e narrativo il gioco si discosta abbastanza da ciò che è la serie Resident Evil lo stesso non si può dire del gameplay. Quanto messo in piedi da Tango Gameworks potrebbe essere definito, senza troppi problemi, come il seguito spirituale di Resident Evil 4 e questo grazie a tutta una serie di scelte implementative che ne hanno reso il giocato davvero piacevole ed impegnativo. Il titolo si presenta innanzitutto come uno sparatutto in terza persona con telecamera molto ravvicinata al personaggio, nel quale si sarà chiamati ad esplorare ambientazioni di vario tipo e, naturalmente, affrontare molteplici nemici. Questi sono dotati di una discreta intelligenza artificiale, risultano essere molto coriacei da abbattere, infliggono un gran numero di danni e dovranno essere necessariamente bruciati per impedirne la rigenerazione; se aggiungete a ciò il fatto che i kit medici, i proiettili ed i fiammiferi scarseggiano capirete che ogni azione che si andrà ad eseguire dovrà essere ben ponderata, pena il finire ammazzati nel giro di pochi secondi. Una versione un po’ più difficile di Resident Evil 4 insomma. Non proprio: per aggiungere varietà al gameplay sono state introdotte delle interessanti dinamiche stealth che permettono di aggirare i nemici ed eliminarli silenziosamente, così da offrire al giocatore molteplici tattiche per affrontare le varie minacce che gli si pareranno davanti. Se aggiungete a ciò la presenza di trappole disseminate per i livelli ed enigmi di vario tipo da risolvere otterrete che questo The Evil Within è dotato di un gameplay assolutamente pregevole, che tiene il giocatore costantemente sul filo del rasoio proponendogli sfide sempre nuove anche quando non è impegnato in combattimenti all’ultimo sangue. Interessante infine il sistema di armi: l’arsenale a disposizione del giocatore è vario e ben differenziato e va dalla classica pistola all’imponente balestra, inoltre le caratteristiche delle armi così come le abilità del personaggio potranno essere potenziate a piacimento pagando con l’apposita moneta di gioco e ciò ci consentirà di affrontare le varie minacce in maniera più reattiva ed efficace.
The Evil Within - Screenshot[/caption]Accanto ad un gameplay solido ed avvincente non vi è un altrettanto buono comparto tecnico. Il titolo è si bello da vedere ma soffre purtroppo di alcuni difetti non da poco, che minano talvolta l’esperienza di gioco. Nonostante l’aspect ratio utilizzato riduca la risoluzione dell’immagine renderizzata a schermo a 1920x768 su PlayStation 4, sono comunque frequenti cali di frame abbastanza fastidiosi, che si verificano principalmente in aree particolarmente grandi o durante combattimenti affollati. Notevoli invece le texture utilizzate, così come gli effetti particellari e l’ottimo sistem adi illuminazione; meno impressionanti invece i modelli poligonali e le animazioni facciali, che risentono un po’ della natura cross generation del titolo. Sublime infine il comparto sonoro, costituito da brani di grande atmosfera ed effetti estremamente inquietanti, in grado di mantenere alta la tensione dall’inizio alla fine.
The Evil Within, pur non stravolgendo o innovando il genere dei survival horror, riesce dove molti altri titoli hanno fallito: spaventare. Il gioco è pregno in ogni suo anfratto di quell’atmosfera angosciante e claustrofobica tipica del genere a cui appartiene e, cosa più importante, svolge il suo compito senza ricorrere a trucchetti da casa degli orrori. La tensione è tangibile e costante, i nemici difficili da abbattere, le risorse scarseggiano ed i boss fight richiedono un certo livello di abilità per essere superati. I punti deboli che più gravano sul giudizio finale sono purtroppo una trama confusionaria e inizialmente poco comprensibile e, soprattutto, una realizzazione tecnica ballerina, che talvolta mina l’esperienza di gioco a causa di qualche incertezza di troppo nel framerate. Se però siete in grado di passare sopra a questi difetti vi troverete tra le mani un prodotto assolutamente pregevole. Il RE è tornato, lunga vita al RE!