Recensione - The Walking Dead - No Time Left
No Time Left chiude degnamente una delle opere videoludiche più belle e intense di quest’anno

Dopo averci condotto per mano attraverso la sua personale reinterpretazione videoludica di The Walking Dead, Telltale Games cala la scure sulla “prima stagione”. Lo fa in modo netto, pesante, con un capitolo più breve dei quattro precedenti ma molto più ricco di scelte difficili. Difficilissime.

Vi troverete faccia a faccia con quasi tutte le decisioni, più o meno importanti, prese nei quattro capitoli precedenti, spesso scoprendo come la linea tra “bene” e “male” possa rivelarsi molto più sottile di quanto avreste creduto sul momento, elargendo consigli, decidendo della vita e della morte di altri personaggi, istruendo la vostra piccola protetta per permetterle, un giorno, di essere autosufficiente. Naturalmente, a venire al pettine sono soprattutto i nodi dei due rapporti più intensi della trama, quello con Kenny e quello con Clementine.

Data la quantità di colpi di scena e rivelazioni importanti presenti (naturalmente) in quest’ultimo capitolo, approfondire oltre sarebbe inutile e pericoloso. Ciò che più conta è che, nonostante preso singolarmente sia nettamente più breve dei capitoli precedenti, No Time Left chiude degnamente una delle opere videoludiche più belle e intense di quest’anno (e non solo).
Matura, ben scritta, emotivamente coinvolgente. Se l’azione e l’interattività possono per voi passare in secondo piano, di fronte a una bella storia e a personaggi ben scritti, non c’è nessun motivo per farsela scappare. E rimanere per qualche altro minuto ad aspettare la fine dei titoli di coda.
Tipologia di Gioco:Quest'ultimo episodio, a differenze dei precedenti, presenta una durata di circa due ore, mentre intatto è il fattore rigiocabilità, se si considerano le molte scelte determinanti per il prosieguo della vicenda.