Recensione - The Walking Dead - Starved for Help
Con questo secondo episodio, i ragazzi di Telltale espandono le molte possibilità narrative offerte dal brand

Dopo aver esordito brillantemente con un primo episodio quasi perfetto nei ritmi e nella narrazione, Telltale Games torna all’opera con The Walking Dead – Starved for Help, secondo dei cinque capitoli previsti per l’avventura grafica ispirata, lo ricordiamo, direttamente al fumetto (e non alla serie TV di AMC). Sebbene i controlli, le meccaniche di gameplay e lo stile grafico rimangano del tutto invariati (per un giudizio su di essi, vi consigliamo la lettura della recensione di A New Day, il capostipite), questo nuovo episodio cambia leggermente le carte in tavola. Dopo l’enfasi sui non morti e sulla leadership del gruppo che dominavano l’esordio, la sceneggiatura vira marcatamente sul dramma umano.

Sembra infatti che i ragazzi di Telltale stiano preparando il terreno per un’importante decisione ventura, ossia a chi affidare la leadership del gruppo tra i due principali contendenti. Tuttavia, questi processi decisionali, suggeriti a più riprese durante lo svolgimento, fanno solo da sfondo a una serie di rivelazioni condite con abbondanti dosi di suspance, come sempre molto ben costruita. Ancora una volta ci si troverà a decidere della vita e della morte di diversi personaggi, a completare semplici puzzle ambientali e brevi quick time event. La finzione regge e convince grazie soprattutto all’ottima qualità dello script, con particolare enfasi sui dialoghi, con scambi di battute realistici, e soprattutto la possibilità di scegliere tra risposte multiple tra loro molto differenti, ognuna col suo impatto sul rapporto con i comprimari, e, soprattutto sull’andamento della trama.

The Walking Dead è un'avventura grafica ispirata all'omonimo fumetto (non alla serie TV), ma non ne segue gli avvenimenti, proponendo una storyline antecedente alle avventure di Rick Grimes e compagni. Il gameplay aderisce a quello tipico delle avventure grafiche moderne, con un'interattività bassa ma accentuata durante le sequenze d'azione, e una forte propensione al dialogo e all'importanza delle scelte.
Come è Stato Giocato:Anche questo episodio, come il predecessore, presenta una durata di circa tre ore, e un ottimo fattore rigiocabilità, se si considerano le molte scelte determinanti per il prosieguo della vicenda.