Redneck vol. 2: Gli occhi addosso, la recensione
Abbiamo recensito per voi il secondo volume di Redneck, serie Image Comics di Cates e Estherren
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.

Negli ultimi anni, il mondo del Fumetto americano ha iniziato a guardare con sempre maggiore interesse a quella faccia del Paese che per decenni è stata tenuta nascosta: una fetta di popolazione legata a un nazionalismo becero e xenofobo, un’anima reazionaria che trova nell'attuale partito Repubblicano il proprio megafono. Lontano dalle copertine patinate delle riviste e dalle lotte sociali, questo lato degli Stati Uniti è cresciuto così tanto da portare nello Studio Ovale un Presidente come Donald Trump.
Con il precedente volume, In fondo al cuore, siamo andati in Texas, a Sulphur Springs, e abbiamo fatto la conoscenza dei membri della famiglia Bowman, dei loro rivali Landry e in generale del contesto socio-economico in cui si muovono i due clan di vampiri. Con grande intelligenza e bravura, Cates ha infatti inserito in una cornice attuale una figura tradizionale, costruendo l’ampio cast di Redneck secondo regole ben precise e codificate nel corso dei decenni dai vari media.
Il primo arco narrativo si è chiuso con una cruenta battaglia e la successiva fuga del patriarca JV, di Bartlett, della piccola Perry, dei fumantini fratelli Greg e Seamus e dei loro “aiutanti” umani Phil ed Evil. A questa combriccola si è aggiunto Padre Landry, accolto con pietà dai suoi secolari nemici. Otto mesi dopo e in una differente cittadina, la tristemente nota Waco, i Nostri stanno provando a ricominciare rimettendo insieme i cocci di un’esistenza tranquilla, sperando di restare lontani dai guai.

Gli occhi addosso è il titolo del secondo brossurato di Redneck proposto da saldaPress, il quale, oltre a confermare le ottime impressioni destate all'esordio, riesce a risultare ancor più avvincente. Il tema portante è sicuramente quello del sangue, inteso sia nell’accezione più ampia di nutrimento (la cui assenza genera fame e disperazione) sia in quella di legame, vincolo dal quale non sempre si può fuggire. Intorno a questa parola, il giovane scrittore americano sviluppa una saga appassionante in cui, grazie a pochi ma efficaci colpi di scena, mantiene vivo l’interesse del lettore.
Accanto a un’ottima caratterizzazione dei personaggi e a una perfetta gestione dei tempi narrativi, i dialoghi rappresentano quel quid che permette a Redneck di consolidare la fama del suo scrittore. Corrosivo, crudele e politicamente scorretto, Cates delinea al meglio relazioni e scenari in cui riversare la propria critica sociale: il diverso – in questo caso, il vampiro – viene percepito come ostile, e in quanto tale una minaccia da braccare ed eliminare. La repressione è affidata alle stesse autorità che istituzionalizzano una pratica pericolosa, la quale, se allargata ad altre diversità, potrebbe aprire a scenari agghiaccianti.