Rimetti A Noi I Nostri Debiti, la recensione
Due riscossori di debiti in un mondo infame ma legale, Rimetti A Noi i Nostri Debiti a partire da questa trama poteva essere di tutto ma sembra aver scelto la via più blanda
Ma purtroppo solo quella.
Quello che ad Antonio Morabito (già con Santamaria per Il Venditore di Medicine) interessava, sembra capire dal film, era il portato simbolico di questo rapporto a due tra questi esattori. Bisognoso di soldi proprio per dei debiti un buon Santamaria (un attore pazzesco perché funziona sempre, anche quando non è stellare non è comunque fuori posto) decide di estinguerli lavorando per le persone a cui li deve come l’esattore, lo introduce alla professione un guitto Giallini (lui sì meno a suo agio, fuori tono, eccessivamente impostato per un personaggio che in realtà è un burino ripulito). Poteva essere Training Day ma non siamo nemmeno da quelle parti.
In questa Roma non a caso senza un giorno di sole in cui i protagonisti vivono ad un passo dal cimitero per sottolinearne la natura funeraria (come se non bastasse l’uso di musica sacra), il panorama umano è prevedibilmente desolante e il lavoro alla fine consumerà anche il protagonista. Tutto purtroppo avviene con un’agonia molto lenta che lascia ad un simbolismo decisamente non eccezionale il compito di dare un senso alla storia. Troppo poco davvero.