Romantiche, la recensione
Con Romantiche Pilar Fogliati dimostra non solo di saper interpretare personaggi ma di saper anche come si scrive un film e come si racconta
La recensione di Romantiche, il film di e con Pilar Fogliati, in sala dal 23 febbraio
Questo, sia chiaro, non crea di certo un film perfetto ma un film pensato bene, con un’idea reale dietro che va a braccetto con quella commerciale e ha qualcosa da dire addirittura sapendo come farlo. Ci sono 4 ragazze ognuna con difficoltà di relazione, cercano ragazzi, cercano lavoro o cercano stabilità, la storia di ognuna è raccontata a partire dall’ingresso di queste in un altro mondo (un’altra città, un altro stato familiare ma anche quello del lavoro o la vita che conducono persone diverse da loro). Ci sarà chi ne esce uguale e chi diversa, chi riesce a cambiare se stessa e chi capisce solo di essere quel che è. La parte migliore però è come la scrittura di Pilar Fogliati sappia trovare una maniera di prendere concetti astratti e renderli sensati in bocca o nelle vite dei personaggi. Non vuole elevare il loro statuto facendogli esprimere considerazioni elevate, non gli riserva momenti in cui guardare l’infinito e di colpo mostrare la più banale delle profondità d’animo, sa invece trovare dove quei concetti astratti si concretizzano nelle loro vite e nelle loro teste. Solo così esce una frase come quella finale, che riporta il punto di tutto il film alla vita di una pariolina e così facendo in quella di chiunque.
Certo, su tutto regna lei, Pilar Fogliati stessa, che interpreta le quattro protagoniste e che non scopriamo ora essere versatile ed efficace. Quello che scopriamo ora semmai è come sappia valorizzarsi, come conosca i propri punti di forza e sappia dare il meglio senza bisogno che qualcuno la diriga (cosa per niente scontata). In questa maniera Romantiche riesce a proporre un modello di umorismo un minimo diverso, da un lato tradizionale (in fondo è lo stesso modello di Carlo Verdone) ma anche fondato su un’ironia non per forza onnipresente. Il suo non è l’umorismo dei film dei comici, in cui qualcuno fa battute su tutto ciò che accade, né quello di Zalone che rappresenta il peggio di noi, e questo perché nonostante la struttura ad episodi e personaggi da film comico Romantiche è una commedia personale. Racconta una storia (anzi, quattro) notando tutto il ridicolo e l’ironico insito negli esseri umani e nelle loro disavventure. Solo che invece che criticare la società o il sistema o ancora il mondo intorno a loro, guarda le 4 ragazze per scoprire in modi diversi cosa sia l’autonomia. E questo da solo fa tutta la differenza tra lo squallido ghetto dei film “che racconta il mondo delle donne” e i film veri, quelli che raccontano le persone.