The Blacklist: Redemption 1x06, "Hostages": la recensione
La nostra recensione di Hostages, sesto episodio della prima stagione di The Blacklist: Redemption
A ingaggiare Halcyon è la Carthay Insurance, specializzata nel pagamento di riscatti, una precauzione apparentemente comune tra le persone a rischio rapimento, che preferiscono rivolgersi ad assicurazioni invece che all’FBI, che preferisce non pagare i riscatti.
Nelle pause da questa concatenazione di eventi viene portata avanti la misteriosa guerra sotterranea tra Scottie e Howard: è difficile capire a chi credere, se a Howard che accusa Scottie o Scottie che afferma in lacrime di essere felice che lui sia vivo. Intanto Tom decide di chiedere l’aiuto di Nez, facendo leva sul suo affetto e sulla sua fedeltà a Howard, che l’ha aiutata a disintossicarsi. Mentre Scottie fa analizzare da un ignaro Dumont i resti del materiale bruciato di Howard presi dal suo appartamento, Tom e Nez scoprono che l’uomo è rinchiuso in una struttura medica privata molto sicura e “discreta”, Fairhaven. In una mossa rischiosa, Tom tenta di far fuggire il padre, che però lo caccia e resta lì nel tentativo di non farlo scoprire. È anora a Fairhaven che Scottie dà prova di cosa è capace quando non ha abbastanza informazione, torturando il marito per farsi dare il nome del suo complice. Il problema è che è tutto troppo nebuloso per valutare la gravità delle azioni e reazioni di Scottie, che ricorre a rapimenti, torture e omicidi sulla base di quelle che finora sono solo illazioni e parole ancora vuote come Whitehall.
La parte finale è tutta dedicata alla resa dei conti momentanea tra Scottie e Howard, anche se molte cose non tornano o sembrano poco sensate: scoperta l’identità di Tom grazie a Dumont, che analizza i filmati di sorveglianza esterni all’ospedale, la donna non si sofferma nemmeno a valutare che potrebbe esserci una spiegazione, e nonostante lo stupore dà ordine a Solomon di ucciderlo. Solo una provvidenziale conversazione con Howard, proprio mentre Solomon aspetta il momento buono per premere il grilletto, le fa cambiare idea e fermare l’ordine: Howard infatti le rivela infine che Tom è il loro figlio scomparso. Molte cose non tornano, dalla fretta di Scottie di agire e uccidere, al rifiuto di tutti quanti di non alimentare equivoci e non detti, a ciò che nascondono Scottie e Howard. Alla fine si ha l’impressione che si poteva arrivare a questo punto senza tanti finti colpi di scena, perché era ovvio che prima o poi qualcuno sarebbe stato in pericolo e la bomba del figlio scomparso sarebbe stato l’unico modo per ribaltare le carte in tavola. Ora l’incognita Whitehall e le misteriose macchinazioni di Howard scontano il peso del futuro di questa storyline, sperando che riesca ad essere sufficientemente coinvolgente e originale.