The Dark Pictures: Switchback VR, la recensione
The Dark Pictures: Switchback VR risulta un titolo appartenente alla scorsa generazione di visori, ma riesce comunque a spaventare
Se amate il genere horror, è impossibile non rimanere affascinati dall’idea alla base di The Dark Pictures Anthology. Dopotutto stiamo parlando di una serie antologica di videogiochi all’interno dei quali poter prendere delle decisioni che modificano l’evolversi del racconto. Un mix tra Detroit: Become Human e Black Mirror: Bandersnatch, per utilizzare dei riferimenti per coloro che bazzicano poco nel mondo dei videogiochi.
In attesa di maggiori informazioni su Direttive 8020, in uscita verso la fine dell'anno, Supermassive ha quindi portato su PlayStation VR2 The Dark Pictures: Switchback VR. Sarà possibile replicare il successo del primo spin-off? Saranno riusciti gli sviluppatori a sfruttare le feature del nuovo caschetto proprietario di Sony? Scopriamolo insieme.
QUANDO L’ATMOSFERA COLPISCE AL CUORE
La trama di The Dark Pictures: Switchback VR ci vede nei panni di un sopravvissuto a un incidente a bordo di un autobus. In un delirio fatto di situazioni oniriche e dramma umano, ci troveremo a bordo di una giostra su binari, costretti a vivere un’attrazione dai marcati toni horror mentre il nostro passato torna a bussare alla porta.
È innegabile: Switchback VR fa un grandissimo uso di jumpscare, alcuni più prevedibili di altri. È altresì vero, però, che l’atmosfera ci ha colpito molto, permettendoci di godere appieno di tutte le tre ore necessarie per portare a termine il titolo.
ROLLER COASTER SHOOTER
Da un punto di vista ludico, The Dark Pictures: Switchback VR è uno sparatutto su binari. Letteralmente. Il giocatore si muove su un sentiero già tracciato e deve aprire il fuoco verso i numerosi nemici che si dirigono verso la sua posizione. Il tutto mentre tiene d’occhio l’ambiente circostante alla ricerca di collezionabili e di nuove armi da aggiungere al proprio equipaggiamento. Questo meccanismo si integra con un sistema di punteggio pensato per confrontarsi con i propri amici e con sé stessi. Una scelta sensata, dato che il titolo punta moltissimo sulla rigiocabilità.
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PLAYSTATION VR… 2?
Arriviamo però alla principale problematica di The Dark Pictures: Switchback VR, ovvero la componente tecnica. Il gioco ha degli evidenti problemi grafici, che non riguardano solo i modelli poligonali, ma che coinvolgono proprio la risoluzione dello schermo. Avete presente quando abbiamo elogiato PlayStation VR2 per le sue lenti, l’HDR e per la nitidezza generale? Ecco, Switchback VR non sfrutta niente di tutto questo. Il risultato è un gioco che sembra uscito dalla precedente versione del visore, con un effetto retina marcato e con il conseguente aumento del motion sickness. Un vero peccato, perché un po’ di pulizia generale avrebbe permesso al titolo di non brillare, ma di non venir danneggiato da questa problematica.
Buono il comparto sonoro, che vanta musiche coerenti con l’atmosfera, un buon doppiaggio in italiano e dei suoni in grado di far accapponare la pelle. Il pacchetto completo per terrorizzare chiunque decida di tuffarsi in questa avventura.