The Path 3x10, "The Strongest Souls": la recensione
La nostra recensione del decimo episodio della terza stagione di The Path
Sicuramente per Lilith non ci sono dubbi, lei e i suoi adepti sono destinati a sopravivere all’ira divina e a ricostruire sulle macerie. L’episodio si apre con una sua premonizione della morte di Eddie per mano di un cecchino, particolarmente realistica rispetto alla pioggia di fiamme e fango della scorsa puntata. È “visitata” da questa visione mentre si trova in ospedale a seguito di un’operazione di asportazione dell’occhio malato. Sorprendentemente è Sarah a riaccompagnarla, ufficialmente perché ha ancora molte domande, ma ormai ha anche assunto il ruolo di una specie di dama di compagnia per la donna, tanto che Lilith la porta a visitare il bunker che ha fatto costruire per i suoi seguaci, con tanto di arsenale in caso di attacco violento; Sarah, una volta così pacifista e comprensiva, invece di scappare a gambe levate sembra accogliere fin troppo interessata la notizia di un rifugio per pochi eletti che ricostruiranno il Giardino sulla terra massacrata dal Giorno del Giudizio.
Infatti Cal fa i conti con il proprio rimosso riemerso, e per una volta invece di girare intorno al problema va direttamente da Vera per metterla letteralmente di fronte alla verità, cioè l’albero del suo ricordo. Vera ammette che Steve è suo padre ma mente su sua madre, dicendo che è morta. In ogni caso entrambi concordano che è meglio tenere Eddie all’oscuro di queste scoperte reciproche, forti del fatto che Eddie sembra in effetti non riuscire a vedere più in là del proprio naso.
Hawk dà certamente prova di avere una “strong soul” quando va a cercare versioni più aperte e inclusive del cristianesimo: le trova nella Unity Church, una congregazione capeggiata da un pastore donna e che si rivolge esplicitamente a chiunque, predicando non il peccato e l’Inferno ma l’accettazione di se stessi. Lo sforzo sembra inutile, perché una volta a casa di Caleb, Hawk viene affrontato da suo padre e da Caleb stesso, che sembra inamovibile nella sua decisione di seguire il volere familiare. Con l’aria sempre più contrita che viste le premesse delle ultime puntate non appare più così rassicurante, Sarah dà prova in questo episodio di avere almeno un paio di personalità: la stessa che poco prima è stata testimone quasi senza battere ciglio del progetto completamente folle di Lilith, è ora pronta ad accogliere le confidenze del figlio, come ha sempre fatto, il quale in un moto di riconciliazione ha bisogno di sfogarsi sul suo innamoramento e sul suo sentimento di impotenza rispetto all’ingerenza del padre di Caleb.
La mina vagante della puntata è comunque Vera, che ormai messa alle strette prima torna da sua madre per cercare di convincerla a non vedere Eddie, ma alla fine decide di rivolgersi direttamente a lui e rivelargli tutti i segreti, compreso il suo iniziale obiettivo di far crescere il meyerismo per farlo “cadere ancora più rovinosamente”. La confessione è così lacrimevole che riesce a vincere la comprensibile rabbia di Eddie, che si rende conto di essere stato bellamente preso in giro fin dalla prima puntata. Eppure le parole di Vera lo spingono ad andare a cercare Lilith, che però non si fa trovare né da lui né da Sarah. Un minaccioso temporale in avvicinamento dal sapore apocalittico chiude l’episodio, mentre troviamo Lilith sulla sua poltrona come in trance, con un solo occhio, iconograficamente ancora più “esoterica” e inquietante.
Alle due visioni del meyerismo che avevano caratterizzato le due stagioni precedenti, quella più emozionale e quella più commerciale, che si sono ormai compenetrate, si è aggiunta in questa stagione la rappresentazione di una fede violenta ed estrema. Una decisione indubbiamente interessante sulla carta, ma che è apparsa piuttosto insoddisfacente soprattutto per la scelta di concentrare tutta la storyline nell’unico personaggio di Lilith, senza mai mostrare né il suo, in qualche modo obbligatorio, carisma all’opera, né altri fedeli per dettagliare meglio il contesto, che rimane così assimilabile a una qualunque pazzia senza senso. Ma ormai lo sappiamo, The Path non è una serie che lavora di sfumature, allora forse è meglio sperare in un finale fuoco e fiamme all’altezza dello scontro soprannaturale che si prefigura.