The protector 2, la recensione
Tony Jaa rispolvera i fasti passati e con The protector 2 ritorna a proporre il miglior cinema d'arti marziali tailandese, quello in grado di rivaleggiare con tutti gli altri
Per l'occasione il villain, rigorosamente occidentale come il canone della serie impone, lo interpreta RZA (finalmente entrato nel cinema d'arti marziali che ha sempre idolatrato) mentre la controparte marziale (quello con cui in sostanza Jaa se le dà) è Marrese Crump, anche lui parte dell'avventura di L'uomo dai pugni di ferro.
Il risultato è un film duro e puro, tutto gomiti, ginocchiate e voli da ponti e palazzi, che riduce al minimo la parte di intreccio, anche più del primo episodio (basti sapere che il consueto elefante è stato rapito e sarà usato per un attentato se Tony non si sbriga a menare tutti e riprenderlo, in questo senso è stupenda la battuta dell'insostituibile Petchtai Wongkamlao: "Te lo sei perso di nuovo? Ma mica è un gattino!?"). Al contrario ad essere esaltati sono gli stunt e le coreografie, audaci e creative. Non solo infatti ci sono due gemelle (che non sono gemelle nella vita) formidabili ma anche Yayaying Rhatha Phongam a costituire un diversivo non banale.
Il cinema d'arti marziali tailandese inizia e finisce con Tony Jaa, se anche lui ci abbandona è finita.