Tornare a Vincere, la recensione
Lo sport filmato da Gavin O'Connor è sempre una sorpresa, un modo diverso di riflettere la lotta umana, solo che Tornare a Vincere ad un certo punto desiste
Tornare a Vincere, la recensione
Quanti di noi ancora credono in Ben Affleck? Io sono uno di quelli ma credo ancora di più in Gavin O’Connor, regista di quel capolavoro che 9 anni fa è stato Warrior (l’apice di una carriera disseminata di ottimi film) che poi si è un po’ perso e qui torna ad un film di sport adulto e maturo.
Tornare A Vincere è un film che, in altre epoche e altre mani, poteva tranquillamente essere un film per teenager sullo sport, con una squadra di pallacanestro tra cui ci sono il ragazzo con difficili rapporti paterni, il donnaiolo, il simpatico ciccione, lo sbandato difficile da irreggimentare… Tutti uniti da un nuovo coach dal grande passato e anch’esso con dei problemi, nel suo caso legati al bere. Invece nella mani sapienti di O’Connor e dello sceneggiatore Brad Ingelsby diventa un film maturo, plumbeo e durissimo sulla seconda occasione di un uomo che lotta per tornare dall’abisso.
Messo così Tornare A Vincere è davvero un gran film, uno in cui O’Connor riesce a rinnovare con dolcezza gli stereotipi del cinema sportivo, inventando nuovi modi per presentare le parabole usuali (una squadra di sconfitti che si rimette insieme e inizia a vincere credendo in se stessa), con un’attenzione maniacale alle dinamiche sportive e come esse svelino i personaggi.
C’è un lavoro sui turni di parola che è tutto. Nelle conversazioni della squadra di volta in volta O’Connor sceglie su chi indugiare per un secondo di più, chi lasciare sui piani d’ascolto e così ci indirizza nei suoi confronti, nei drammi e nelle contraddizioni di quel particolare giocatore, guidando la lettura delle partite. Partite che ha il coraggio spesso di tagliare radicalmente mettendo solo il punteggio, un’idea fantastica usata bene per sorprendere e spiazzare che probabilmente rivedremo in altri film. Così facendo integra in modi nuovi storia, personaggi e situazione sportiva, mantenendo la consueta capacità indubbia che ha di filmare l’azione confusa con una chiarezza esemplare.
Ma come si diceva Tornare A Vincere “messo così” è gran bel film.