Tuttapposto, la recensione
Uomini medi con donne fantastiche, la tecnologia come problema, i personaggi secondari abbozzati. Tuttapposto ha il certificato di commedia italiana
Tuttapposto, di Gianni Costantino: la recensione
Cosa ci piace in Tuttapposto? Nel senso: cosa è che agli spettatori italiani piace in questo film? Perché Tuttapposto non ha niente di proprio e tutto di derivato, copiato, riutilizzato e rimescolato dalla nostra tradizione. Non si basa su un singolo altro film ma sul complesso delle commediole italiane, ne ricalca pedissequamente tutto non discostandosi mai, nemmeno per un secondo, dal piccolo manuale del film italiano medio, quello che ha sempre funzionato (con i suoi alti e i suoi bassi) e che pur non piacendo davvero a nessuno non ha mai dispiaciuto.
Su tutto trionfa la più totale assenza di idee visive, bandite come la peste in omaggio all’eterna regola della commedia italiana, quella per la quale tutto deve essere illuminato da luci chiare e naturaliste e ritmato da un montaggio invisibile. Che nessuno si faccia venire un’idea di regia!
Per usare una parola sola Tuttapposto è un film prevedibile, in cui niente prende di sorpresa e niente è curato, quindi niente avvince. Ci si innamora, si litiga, si parte, si ritorna e poi ci sono capovolgimenti di fronte presentati allo spettatore senza un lavoro che li carichi, gli dia senso o li renda significativi. Semplicemente accadono perché sono sempre avvenuti, perché è così che funziona. Lo sappiamo noi, lo sanno loro. Non serve molto di più. Non è mai servito molto di più. E allora cosa c’è che agli spettatori italiani piace? Perché questo modello (a dire il vero sempre più in crisi) funziona? È la promozione dell’idea consolatoria dell’Italia come un paese pieno di simpatia e buone idee, in cui nulla alla fine è mai davvero un dramma? È la conferma di ogni singolo stereotipo nazionale (curiosamente il film inizia proprio affermando di rifiutare gli stereotipi)? O forse quella strana comfort zone nella quale sappiamo che nulla ci turberà, nulla ci impegnerà, nulla accadrà che possa svegliarci ma il film lentamente ci cullerà sempre un passo dietro a noi e mai davanti a noi?