Vikings 6x01 "New Beginnings" 6x02 "The Prophet": la recensione
Vikings riparte con la sesta e ultima stagione, una doppia première che imposta le varie trame stagionali e i conflitti dei personaggi.
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Vikings, ultimo atto. Ma sarà comunque un ultimo atto lunghissimo, nella pura tradizione della serie di History. Come la quarta e quinta stagione, infatti, anche la sesta e ultima della serie sarà composta da venti episodi e divisa in due parti da dieci. Un ultimo, lunghissimo saluto agli abitanti di Kattegat, furiosi, meditabondi, stanchi o ansiosi di nuove esperienze. Questi primi due episodi della stagione, intitolati New Beginnings e The Prophet, mettono in piedi in modo semplice le varie trame stagionali e impostano i conflitti dei personaggi. Dove sono diretti, e cosa vogliono, i protagonisti della serie?
Qui c'è un piccolo intrigo di potere sul quale non c'è molto da dire, ma quel che è più importante è la relazione che si stabilisce da subito tra il re e il vichingo. Qualcosa che ci mostra un lato nuovo di Ivar. La scena in cui i due corrono su una slitta e poi si sollevano in volo con un rudimentale pallone aerostatico è molto sopra le righe – non approfondiamo la verosimiglianza storica – ma finalmente ci mostra un Ivar sorpreso, spaventato, non più la serpe astuta che era sempre stata, ma un personaggio che deve aspettare e imparare. E che forse ha trovato qualcuno più fuori di testa e spietato di lui.
La vicenda di Ivar, comunque, sembra destinata a muoversi parallelamente rispetto a tutto il resto, per molto tempo. A Kattegat ci sono altri problemi, nuove questioni che meccanicamente si presentano per mettere in moto la storia. In poche parole, Re Harald è in pericolo, chiede l'aiuto di Bjorn, che deve decidere se lasciare la sua casa e imbarcarsi già in una nuova campagna. Il conflitto umano, di re, di figlio che sente l'ombra ingombrante dei suoi genitori, muove entrambe le puntate ed è un sottofondo costante. Bjorn chiede aiuto e consiglio come può, non è risoluto, non vuole sbagliare. Ma intorno trova spalle alzate e la stessa indecisione. È come se gli altri protagonisti avessero i loro pensieri e il loro cammino da intraprendere.