Who is America? 1x05, la recensione
La nostra recensione del quinto episodio di Who is America?, di Sacha Baron Cohen
Questo è, nel migliore dei casi, quel che questo nuovo show di Sacha Baron Cohen vuole essere, il ritratto sfaccettato di un paese in cui l’incastro tra politica, fervore ideologico e media crea mostri come (forse) da nessuna altra parte. Mostri che sono tali soprattutto davanti alle videocamere, che proprio in presenza di esse tirano fuori il peggio di sé, specie se hanno l’impressione (che Sacha Baron Cohen riesce sempre a dargli) di trovarsi in una situazione sicura, in cui le loro idee sono avallate se non proprio auspicate.
Nessuno pensa a niente, nessuno pensa davvero a quel che dice Sacha Baron Cohen dietro i suoi costumi. Presi dalla presenza di videocamere, esaltati dall’essere parte di una trasmissione televisiva e concentrati nell’interpretare un ruolo per se stessi (quello che sanno gli consentirà di rimanere in video) non pongono attenzione a nulla che non sia l’apparire. Nessuno pensa a niente quando il DJ gli fa ripetere slogan discutibili, presi dalla foga della pista e dall’eccitazione della serata. Nessuno dice: “Fermi tutti con questa cosa non sono daccordo” perché in quelle situazioni non sono abituati a farlo e su questo gioca Who Is America?

La domanda più frequente che il programma pone non è quindi “Chi sono queste persone?” ma “Cosa accade quando si accende una videocamera da rendere così ingenua una persona?”. Come è possibile che un imprenditore della Silicon Valley (così fiero nel dirsi di successo da far pensare che non lo sia molto) accetti di farsi photoshoppare mentre dà da mangiare a dei bambini africani nello sketch con Gio Monaldo? Com’è possibile che mentre lo fa accetti anche di mettersi in costume da bagno, con degli sponsor e un pezzo di una bambola nelle mutande per ingrossargli il bozzo?
Da quando la televisione ha iniziato ad abusare dei format reality ci siamo spesso chiesti come mai funzionassero, su cosa si basassero e cosa implicassero. Who Is America? per primo riflette su come ci cambia essere ripresi, come polarizza le nostre opinioni e il modo in cui le rappresentiamo e ci rappresentiamo.