Women Talking - Il diritto di scegliere, la recensione
Dietro a Women Talking c'è l'idea di usare un'allegoria che ne contiene molte altre per rappresentare il dibattito femminista odierno
La recensione di Women Talking - Il diritto di scegliere, il film di Sarah Polley, dall'8 marzo al cinema
È una storia di donne che vogliono cambiare la propria condizione, uscire dal medioevo e magari abbandonare proprio la società fondata agli uomini in cui sono tenute ignoranti (nessuna di loro sa leggere o scrivere), si abusa di loro e non contano granché. Mettere in discussione cosa fare per smettere di subire è anche l’occasione proprio per mettere in discussione le fondamenta della società in cui vivono e rendersi conto che non per forza questa vada accettata. L’ottima idea è che quella società a noi sembra subito sbagliata perché antiquata nei presupposti, ma è chiaro che ogni dettaglio fuori dal tempo e sbilanciato il film lo presenta come qualcosa che esiste anche nei nostri mondi più avanzati, solo in altre fogge.
Sarah Polley scrive e dirige questo film di sole conversazioni (molto fluido e ben recitato) che dichiara subito la propria artificiosità nel momento in cui mette delle contadine ignoranti a cui è stato proibito tutto e che sono cresciute nella violenza degli uomini, ad articolare un dibattito pieno di tesi complesse e sfumate. Lontano dalla grossolanità e dalle sparate che temi complicati sono soliti generare quando si confrontano prospettive diverse, questa conversazione è piena di ragionevolezza, vocaboli complessi e pensieri ragionevoli. È l’idealizzazione di un dibattito. Lo fa per rappresentare come sensate tutte le parti in causa: quella più dura che colpevolizza gli uomini, quella che li assolve perché vittime anch’essi di un sistema che li condiziona e intrappola, chi pensa che occorra sopportare e andare avanti ma anche la conservatrice di Frances McDormand che sotto sotto approva il cambio ma non lo può ammettere e le riformiste. Questo contribuisce a rendere Women Talking un instant movie che fotografa un momento storico tramite le domande che ci si pone oggi. Un film perfetto per chi è aggiornato e probabilmente troppo avanzato per chi è digiuno del dibattito