The Man in the High Castle 3x04 "Sabra": recap e commento
La nostra recensione del terzo episodio della terza stagione di The Man in the High Castle intitolato Sabra
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Il leitmotiv della puntata potrebbe essere inquadrato nel tema della sessualità, che - in The Man in the High Castle - non si riduce all'espressione di un sentimento, quanto piuttosto ad un ennesimo rischio che potrebbe mette a repentaglio la vita di molti dei protagonisti. Come già sappiamo, nei paesi occupati dal Reich, l'omosessualità è considerata un crimine e Sabra ci fornisce due approcci diversi al modo di viverla: quella di Ed McCarthy e di Nicole Dörmer.
Abituato a tenere nascoste le proprie tendenze, quando Ed, nella zona neutrale, incontra uno sconosciuto che non tarderà a mostrare il proprio interesse per lui, il ragazzo esiterà a mostrare i propri sentimenti, fino a che non si convincerà di poter esprimere se stesso senza il rischio di venire ucciso, un'opportunità che - in un certo senso - gli permetterà di fare un passo avanti come persona ed essere più sicuro di sé e coraggioso.
A chi sicuramente non manca invece il coraggio, è Nicole Dörmer che, abituata a non nascondere la propria sessualità, si dimostrerà piuttosto sfacciata nel fare la corte alla reporter Thelma Harris. Nicole, che proviene da un ambiente privilegiato in cui sostanzialmente non le è mai stato negato nulla, potrebbe però scoprire che la vita negli Stati Giapponesi del Pacifico è molto diversa e più dura di quella a Berlino e la propria apertura mentale e sessuale, potrebbe costituire un problema, nonché l'inizio della sua rovina.
Sobre è anche l'episodio in cui Joe e Juliana diventano intimi per la prima volta, ma - invece che riservare alla circostanza una scena che esalti il senso del legame che li unisce e la ritrovata serenità in un mondo dominato dal caos - gli autori fanno una scelta piuttosto disturbante per descrivere la loro prima volta. Quando la polizia militare giapponese interviene con la violenza per sedare una protesta di alcune donne che inneggiano al vessillo della "propaganda dell'alba" (di cui parleremo più avanti), Juliana viene coinvolta nei tafferugli fino all'arrivo di Joe, che la salverà trascinandola via dalla strada un attimo prima che un monaco si dia fuoco per protesta, uccidendosi. Dopo aver osservato atterriti la scena, Joe e Juliana si rifugiano nell'appartamento di lei, dove faranno l'amore per la prima volta. Sebbene l'intento degli autori sia sicuramente quello di mostrare come, anche e soprattutto nelle situazioni più terribili, prevalga il desiderio di vita e di unione con un altro essere umano, il fatto di legare - dopo un'attesa tanto lunga - la loro prima volta ad una scena così brutale, potrebbe essere considerata una scelta discutibile.
Per far comprendere l'impatto della violenta morte del monaco a cui entrambi assistono, bisogna premettere come la scena non sia affatto casuale, ma rappresenti un momento iconico della storia americana. Nel 1963, il monaco buddhista vietnamita Thích Quang Duc si diede fuoco in una piazza di Saigon per protestare contro la politica oppressiva del del presidente del Vietnam del Sud, divenendo celebre in tutto il mondo per lo scatto del fotografo Malcolm Browne, che immortalò la scena. Il richiamo a queste circostanze è evidente, ma il suo effetto finisce sostanzialmente per perdersi, proprio per ciò che accade subito dopo ai due protagonisti in uno strano contrasto tra brutalità e amore. Come se l'incontro amoroso tra Juliana e Joe non fosse stato abbastanza strano, alla porta di lei si presenterà poco dopo l'affascinante faccendiere Wyatt (Jason O’Mara), che le rivelerà di chiamarsi in verità Liam e la inviterà ad uscire con lui, invito che Juliana accetterà senza battere ciglio.
Per quanto concerne Frank Frink, l'uomo - scampato all'esplosione del quartier generale della Kempeitai ed orribilmente sfigurato - si è rifugiato in una comunità ebraica clandestina di cui fanno parte, tra gli altri, Mark Sampson - sul punto di diventare rabbino - ed una risoluta donna di nome Lilah. Nonostante le sue condizioni di salute, Frank non ha rinunciato ad opporsi al regime e, grazie alle sue abilità artistiche, ha cominciato a dipingere una serie di immagini creando a sua insaputa una propaganda denominata "Alba" che sta prendendo sempre più piede negli Stati Giapponesi del Pacifico.
L'episodio si conclude infine con un nuovo cliffhanger, Joe punta una pistola alla nuca del ministro Tagomi dopo averlo seguito per strade buie di un parco, ma invece di premere il grilletto come ha già dimostrato di saper fare, esita ad uccidere il suo target.