Magia, ma non quella di Hogwarts: su Prime Video, il film più folle (e incompreso) con Daniel Radcliffe
Questo film con Daniel Radcliffe è un cult incompreso uscito nel 2020. Action folle con pistole bullonate, travolto dal Covid e dalle polemiche, ora riscoperto.
Ci sono film che nascono nel momento sbagliato, con le carte in regola per diventare fenomeni di culto ma schiacciati da una congiuntura avversa di circostanze. Guns Akimbo, su Prime Video, è probabilmente uno di questi. Uscito nel 2019 e distribuito nei cinema all'inizio del 2020, questo action folle con Daniel Radcliffe protagonista è stato travolto dalla pandemia, dalle polemiche e dall'incomprensione critica. Eppure, a distanza di anni, sta lentamente emergendo come uno dei film d'azione più strani e sottovalutati del decennio scorso. Miles Harris, programmatore informatico interpretato da Radcliffe, si ritrova catapultato contro la sua volontà in un fight club clandestino trasmesso in streaming live. Il dettaglio grottesco che rende tutto memorabile? Gli hanno letteralmente imbullonato due pistole alle mani. Impossibile toglierle, impossibile condurre una vita normale.
Dopo il debutto al Toronto International Film Festival nel 2019, Guns Akimbo era programmato per un'uscita teatrale tradizionale a febbraio 2020. Poi è arrivato il Covid-19. I cinema hanno chiuso in tutto il mondo, il film è stato spostato frettolosamente su piattaforme digitali e ha incassato appena un milione di dollari. Un disastro commerciale, amplificato dall'assenza totale di una campagna marketing degna di questo nome. Come se non bastasse, il film è stato travolto da una controversia che ha coinvolto direttamente il regista. Jason Lei Howden si è ritrovato al centro di una disputa su Twitter particolarmente accesa, in cui ha accusato alcuni utenti di cyberbullismo contro una critica cinematografica, arrivando a parlare di "tentato omicidio" in toni drammatici. A un certo punto ha persino usato l'account ufficiale del film per difendere le sue posizioni.
Una mossa disastrosa che ha macchiato la reputazione di Guns Akimbo ancora prima che il pubblico potesse vederlo. Il film è uscito con il marchio dell'imbarazzo, associato più alle polemiche del suo creatore che ai suoi meriti artistici. Anche la critica non è stata particolarmente generosa. Con un 55% su Rotten Tomatoes dal lato dei recensori professionali, Guns Akimbo è stato spesso bollato come troppo caotico, troppo sopra le righe, incapace di bilanciare la violenza cartoonesca con il messaggio più profondo che cercava di veicolare. Molti hanno sostenuto che il sangue, le esplosioni e l'assurdità del plot oscurassero qualsiasi tentativo di riflessione seria. Eppure, il pubblico ha dimostrato più indulgenza: il Popcornmeter è salito al 64%, segno che chi ha visto il film senza preconcetti lo ha trovato divertente ed efficace.
È il tipo di opera che funziona meglio quando viene scoperta per caso, senza aspettative, magari una sera qualsiasi scrollando Netflix o Prime Video. A distanza di anni, il film inizia a essere rivalutato non per quello che avrebbe dovuto essere, ma per quello che è: un esperimento riuscito di action-comedy folle, una satira mascherata da b-movie, un piccolo gioiello sottovalutato che merita di essere riscoperto senza i pesi del suo disastroso lancio. Non sarà un capolavoro, ma ha personalità da vendere. E in un panorama cinematografico sempre più omologato, questo conta parecchio.