Con la conclusione della prima stagione di Alcatraz, si fanno sempre più incalzanti le domande e le teorie sulla storia e i dubbi sul possibile ritorno dello show (che ha chiuso con degli ascolti modesti): di seguito trovate un estratto di una lunga intervista, in cui il produttore esecutivo Daniel Pyne discute con TvGuide del futuro della serie.

Cosa pensate sulla possibilità di una seconda stagione?
Daniel Pyne:
Non saprei. Vorrei che i numeri del finale fossero migliori. Voglio dire, non sono terribili, ma continuiamo a scivolare e la cosa non mi fa impazzire. Dipende dalla sera in cui andiamo in onda? E’ la concorrenza che affrontiamo? Forse la gente lo registra in DVR perchè sanno che andiamo in onda contro due show live (Ballando con le Stelle e The Voice, ndt) che non vengono registrati, anche perchè il giorno dopo sapresti il risultato. Stanno perdendo interesse? Non saprei. Penso che abbiamo fatto del nostro meglio col finale: entrambi gli episodi hanno mostrato l’ampiezza e il potenziale della direzione che può prendere. Potrebbe andare in così tante direzioni diverse e tante cose potrebbero succedere.

Se dovesse arrivare il rinnovo, c’è qualcosa a cui avete pensato per coinvolgere la gente e tenerla incollata allo show?
Pyne:
Più di quanto abbiamo fatto nel finale. Stiamo cercando di sposare la mitologia e la storia principale, creando delle cospirazioni per quelli del ’63 che non abbiamo potuto mostrare prima. Permetterebbe agli spettatori di apprezzare meglio la storia primaria. Occasionalmente potremmo mostrare dei tizi che riappaiono e che vanno acchiappati prima che possano creare il caos. Ma penso che sia più soddisfacente vedere personaggi che già conosci: ad esempio capire dove si trova Harlan (Steven Grayhm), chi è con lui e chi è contro, cosa è successo tra lui e il Direttore… Ci sono tutte queste domande che fanno parte del presente, ma provengono dal passato.

E’ difficile quando devi proteggere la città dai cattivi, ma vuoi anche delle storie in cui i personaggi interagiscono tra di loro. Questa è la cosa prevalente dietro al ritorno di Tommy Madsen. Lucy (Parminder Nagra) ha un rapporto con lui, Hauser (Sam Neill) e Doc (Jorge Garcia) sanno chi è. Tutte le cose hanno portato al momento che abbiamo preparato per il finale, quel momento fatidico in cui, a quanto pare, lui non è uno dei buoni. Quello che Ray (Robert Forster) aveva predetto, si è avverato. Tutte cose emozionanti.

Non per quelli che temono che Rebecca sia morta!
Pyne:
Ma adesso hai il dubbio su cosa sia accaduto veramente ai suoi genitori. Cosa sa Ray? Era una bugia? Tommy ha detto quelle cose per distrarla e colpirla? E’ vero o no? Potrebbe essere vero e lui lo ha fatto solo per colpirla. E’ simile a ciò che ha fatto in passato: stava dicendo davvero la verità al giovane Ray o stava mentendo sull’omicidio della moglie per farlo andare via? Chiaramente, Tommy non è una brava persona, ma potrebbe anche non essere così cattivo come sembra. Potrebbe avere un piano diverso.

C’è un motivo per cui la telecamera ha indugiato sul coltello argentato di Tommy che ha colpito Rebecca? Alcuni suggeriscono che lei abbia il sangue particolare e il coltello potrebbe aver attivato le sue proprietà.
Pyne: 
E’ possibile. Non posso dire nulla su questo.

Se la serie non venisse rinnovata, avete pensato a delle alternative per spiegare i misteri agli spettatori? Per esempio, i produttori di Fringe pensano di continuare la storia con i fumetti.
Pyne:
Non abbiamo pianificato nulla per ora, ma ci studieremo quando sarà il momento. In un certo senso, pensiamo che i primi 13 episodi siano stati una meravigliosa storia breve, terminata dove volevamo noi con un sacco di domande e un sacco di risposte. Abbiamo portato la storia Tommy/Rebecca alla sua conclusione tragica e naturale. Se non dovessimo tornare, dovremo cercare un modo diverso: magari delle storie brevi online.

Fonte: TvGuide