Negli ultimi giorni una polemica ha circondato un nuovo spettacolo, intitolato The Closer, del comedian Dave Chappelle, arrivato da poco su Netflix. Alcuni impiegati dell’azienda avevano apertamente criticato il nuovo show, lanciando anche sui social accuse di transfobia e di discriminazione legate ai contenuti espressi nello speciale. Nello show, Chappelle prende in giro il concetto di identità di genere, e si identifica come “team TERF”, un termine che indica delle femministe radicali che escludono le persone transessuali. Tre impiegati, inclusa una persona trans, che avevano espresso critiche contro questi contenuti, sono stati recentemente sospesi.

A questo proposito, tuttavia, va precisato che un portavoce di Netflix ha fortemente negato che vi sia una correlazione tra i due fatti. Invece, secondo la versione di Netflix, la sospensione dei tre sarebbe legata al loro tentativo di partecipare ad un meeting aperto solo a presidenti e vicepresidenti:

Non è assolutamente corretto affermare che abbiamo sospeso i dipendenti per aver twittato su questo spettacolo. I nostri dipendenti sono incoraggiati a dissentire apertamente e sosteniamo il loro diritto a farlo.

Per quanto riguarda le polemiche, la discussione in rete è stata in particolare scatenata da un thread lanciato su Twitter da Terra Field, la persona trans fra le tre sospese da Netflix. Di seguito potete leggere un estratto di quanto scritto su Twitter il 7 ottobre:

Lavoro presso Netflix. Ieri abbiamo lanciato un altro speciale di Chappelle in cui attacca la comunità trans e la validità stessa della transessualità, il tutto mentre cerca di metterci contro altri gruppi emarginati. Sentirete parlare molto di “offesa”. Ma noi non siamo offesi. Essere trans è in realtà piuttosto divertente, se sei qualcuno che conosce davvero l’argomento. Come potrebbe *non* essere divertente proporsi come volontario per una seconda pubertà? Non è quello che sta facendo però.

La nostra esistenza è “divertente” per lui – e quando ci opponiamo al danno che ci provoca, siamo definiti come “persone che si offendono”. Ciò a cui ci opponiamo è il danno che contenuti come questo provocano alla comunità trans (in particolare le persone trans di colore) e in modo specifico alle donne trans nere. Le persone che mi assomigliano non vengono uccise. Sono una donna bianca, mi preoccupo solo che Starbucks scriva “Tara” sul mio drink.

Promuovere l’ideologia TERF (che è quello che abbiamo fatto dandogli una piattaforma ieri) danneggia direttamente le persone trans, non è un atto neutrale. Questo non è un argomento con due parti. È una discussione tra persone trans che vogliono essere vive e persone che non vogliono che lo siamo.

Il thread su Twitter si conclude con un elenco di tragici fatti di cronaca che hanno visto l’uccisione di donne trans negli Stati Uniti.

Sulla questione è intervenuto anche il co-CEO di Netflix Ted Sarandos, che ha inviato una comunicazione nella quale si conferma che lo speciale The Closer di Dave Chappelle non verrà rimosso o modificato in alcun modo. Ecco gli estratti salienti:

Dovreste sapere che alcuni talenti potrebbero unirsi a terze parti per chiederci di rimuovere lo spettacolo nei prossimi giorni, cosa che non faremo.

(…) Come con gli altri nostri talenti, lavoriamo duramente per supportare la loro libertà creativa, anche se questo significa che ci saranno sempre contenuti su Netflix che alcune persone ritengono dannosi, come Cuties, 365 Days, 13 Reasons Why o My Unorthodox Life.

Molti di voi hanno anche chiesto dove tracciamo la linea sull’odio. Non sono ammessi titoli su Netflix progettati per incitare all’odio o alla violenza e non crediamo che The Closer superi quella linea. Riconosco, tuttavia, che distinguere tra commento e danno è difficile, specialmente con i cabaret che esistono per oltrepassare certi confini. Alcune persone trovano che l’arte dello stand-up sia meschina, ma ai nostri membri piace ed è una parte importante della nostra offerta di contenuti.

In termini di impegno per l’inclusione, stiamo lavorando duramente per garantire che più persone vedano la propria vita riflessa sullo schermo e che le comunità sottorappresentate non siano definite dalla singola storia. Quindi siamo orgogliosi di titoli come Sex Education, Young Royals, Control Z e Disclosure. Esternamente, in particolare nei cabaret, la libertà artistica è ovviamente uno standard di discorso molto diverso da quello che consentiamo internamente poiché gli obiettivi sono diversi: intrattenere le persone rispetto a mantenere un posto di lavoro rispettoso e produttivo.

Lo speciale The Closer di Dave Chappelle è arrivato su Netflix lo scorso 5 ottobre.

Fonte: The Hollywood Reporter