Questo articolo è parte della rubrica Tutto quello che so dalla vita l’ho imparato da I Simpson in cui ogni settimana rivediamo, raccontiamo e celebriamo i 50 episodi della serie che riteniamo più significativi.

Qui trovi la lista completa.

I Simpson e il film festival di Springfield- Sesta stagione, episodio 18

BARNEY: “Non piangete per me, sono già morto”

simpson barney

In questa puntata da nessuna parte è presente il nome di Matt Groening. Non è un errore né un caso. Il creatore di I Simpson era nero alla sola idea che il suo show fosse usato come lancio promozionale per un’altra serie animata. Era una questione di integrità e di coerenza con tutto quello che avevano sempre predicato e criticato.
La serie in questione è The Critic, che era andata in onda su un canale rivale, la ABC, con poco successo e in quel momento veniva posizionata su Fox nello slot dopo I Simpson. Per il lancio l’idea era di presentare il protagonista di questa nuova serie, il critico cinematografico Jay Sherman, in una puntata di I Simpson. Il punto è che James L. Brooks, il produttore da sempre di I Simpson era anche produttore di The Critic, e che Al Jean e Mike Reiss, le persone che di fatto hanno curato e lavorato alle prime 4 stagioni di I Simpson, erano i creatori di quella serie. Anche David Silverman (il regista con più episodi di I Simpson sulle spalle a quel momento) era andato a fare The Critic.
Lo show aveva bisogno di una spinta e ora volevano usare I Simpson per farlo.

simpson scimmie

Non era una polemica da poco né qualcosa che rimase dentro gli uffici. Non ascoltato e sostanzialmente marginalizzato in questa decisione Groening non aveva esitato a rendere lo scontro pubblico parlandone in lungo e in largo sulla stampa, spiegando che lo show non aveva niente a che fare con lui nonostante il crossover. Non mancò nemmeno di criticare apertamente James L. Brooks.
L’operazione in sé era sporca. David Mirkin era stato il produttore della sesta stagione ma solo per questa puntata Al Jean e Mike Reiss furono messi a produrre, presero le decisioni e si fecero la loro promozione con il beneplacito del grande capo Brooks. Dall’altra parte però Jean e Reiss erano davvero le persone che avevano reso grandi I Simpson, elevandoli dalla bozza che erano nella prima stagione e creando alcuni degli episodi più importanti di sempre. Stesso vale per Brooks e Silverman che ci aveva puntato e lavorato per renderli lo show che erano. Ora quei quattro avevano bisogno di una mano e Groening non era disposto.

simpson jay sherman

E di certo come foglia di fico a Matt Groening non bastava la meta-battuta contenuta nella puntata. Quella che vede Bart alla tv mentre va in onda “I Flintstones incontrano i Jetsons” commentare “Sento aria di un crossover da 4 soldi” e subito dopo gli viene presentato Jay Sherman a cui lui dirà “Hey adoro il tuo show, ogni bambino dovrebbe guardarlo!” salvo poi aggiungere “Ew come mi sento sporco….”. Di fatto la questione non è mai stata risolta, Jean e Reiss hanno lavorato a The Critic fino alla fine di quella stagione, dopo la quale non è stato più rinnovato. E poi sono tornati a partire dalla decima stagione come showrunner in I Simpson.
L’episodio rimane comunque eccezionale e il suo lavoro di traino di The Critic (che in italia non è stata mai distribuita ma si trova su YouTube) lo fece senza troppi successi. Rimane un episodio di gran classe che ha introdotto alcune scene e battute rimaste memorabili, specialmente nei film del concorso del festival.

eye on springfield

È una puntata questa sullo show business e quindi parte con un rotocalco di show business, dalla sigla di Occhio su Springfield, che sembra quella di Miami Vice per come associa diversi momenti glamour con montaggio musicale.
Per introdurre il fatto che ci sarà un festival (così che Jay Sherman possa venire da New York) il giro che viene preso è che Springfield è stata definita la città meno popolare d’America. È ultima nelle scienze, e si vede il direttore Skinner è legato ad un palo prima di essere bruciato vivo per aver detto che la Terra gira intorno al sole come Giordano Bruno a Campo de’ fiori. È ultima nella cultura, e si vede una rappresentazione teatrale in cui Krusty interpreta il presidente Franklin Delano Roosevelt e si alza dalla sedia a rotelle per errore. Springfield va riqualificata con qualcosa di culturalmente elevato. Il consiglio cittadino proporrà varie soluzioni tra cui cambiare il nome di Springfield in Seinfeld (con relativo stacchetto di basso) e Bart che proietta una slide del suo sedere per poi scappare con un piano d’evasione ideato da Milhouse che in realtà lo intrappola. Solo Marge ha un’idea percorribile.

simpson burns miss america

La puntata è scritta da Ken Keeler, laureato in matematica e in passato autore per Letterman e altri show comici che poi sarebbe stato uno degli uomini chiave per la nascita di Futurama. Keeler è anche stato autore di alcune delle più note canzoni inventate in I Simpson.
Qui con la sua esperienza di battutista riempie la puntata di continue punteggiature comiche dandogli grandissimo ritmo e distraendo con molta efficacia dall’intento promozionale. Le frasi dei singoli personaggi sono continuamente interrotte o arricchite da gag che spezzettano gli eventi in microsituazioni. Anche la proposta di Marge di fare un festival viene dopo la precisazione che altre sue proposte in passato sono state bocciate come quella di passare al sistema metrico, e di nuovo questa affermazione è interrotta da nonno Simpson che afferma che la sua auto fa 40 pertiche al barile e il sistema metrico è il demonio. Gag dentro gag dentro gag.

simpson mcbain

L’idea del festival di film è approvata e ognuno comincia a preparare il proprio film mentre (finalmente) Marge compone la giuria per la quale convoca Jay Sherman da New York dopo averlo visto in tv mentre ospita Rainer Wolfcastle per il suo ultimo film: McBain, diamoci alla pazza gioia.
Essendo questo un episodio crossover con The Critic è denso anche più del solito di riferimenti e battute sul mondo dell’intrattenimento e dello spettacolo, alcune delle quali entrate nel vocabolario comune, come il sig. Burns che non potendo avere per il film su se stesso Spielberg (all’epoca reduce da Schindler’s List) pretende “il suo equivalente messicano non iscritto al sindacato”. Il povero senior Spielbergo obietterà ai desideri di Burns di essere ritratto come Schindler che “Schindler es bueno, Senior Burns es el diablo”.

simpson spielbergo

La cosa più curiosa della puntata però è che Jay Sherman nel periodo che passa a casa Simpson viene presentato come più Homer di Homer. In gara con lui per il mangiare e il ruttare ma anche per le attenzioni di Marge, è posto su quel piano quando in realtà il personaggio è il completo opposto. La promozione promette un’altra serie come I Simpson, quando nella realtà The Critic aveva un’altra anima. Là dove Homer è l’uomo comune nella sua espressione peggiore, Sherman è snob ed elitario. Nella sua serie Sherman non è mai viscerale come Homer ma anzi più cerebrale, è acculturato e fonda la sua idiozia comica sulla vanità, là dove Homer la fonda sull’ignoranza e la facilità ad essere manipolato da qualsiasi messaggio.

simpson pukahontas

Ovviamente però il cuore dell’episodio sono i film in concorso, le produzioni dei personaggi di Springfield che oscillano tra il film crudo con immagini di repertorio di Apu, realizzato durante una rapina, al musical di Boe, fino al mitologico “Uomo colpito da una pallonata all’inguine” di Hans Uomotalpa e al pezzo da 90, Pukahontas, il film di Barney Gumble. L’idea chiaramente era che ogni film affrontasse un genere diverso e rispondesse a dei canoni diversi del cinema. Quello di Barney è il film d’autore puro e sensibile, in bianco e nero e con in colonna sonora l’opera. Praticamente l’inizio di Antichrist di Lars Von Trier 20 anni prima. Ci sono citazioni da Shakespeare, time lapse come Koyaanisqatsi (con tanto di Philip Glass sotto) fino alla battuta clou “Non piangete per me sono già morto” e la parola Fine in francese alla chiusura.

simpson ben hur

Il problema del festival sarà il mega filmone di Burns su se stesso Un Burns per tutte le stagioni. Avendo corrotto due giurati Burns arriva ad uno stallo. Homer in quanto giurato (scelto al posto di Martin Scorsese) potrebbe sbloccarlo ma non vota né per Burns né per Pukahontas, la sua preferenza va a “Uomo colpito da una pallonata all’inguine”.
Dietro preghiera di Marge Homer riguarderà il film di Barney e nel vederlo deciderà di non bere mai più una birra, salvo chiederne 10 all’uomo dei popcorn che passa in quel momento.

simpson uomo talpa

Alla consegna dei premi Grattachecca e Fichetto vinceranno la categoria del miglior corto con “Quattro funerali e un matrimonio”. Barney vincerà il premio principale, promettendo sobrietà ma ricevendo come premio una fornitura a vita di birra Duff e vedendo esaudito subito il suo desiderio di farsela iniettare in vena.
In chiusura mr. Burns perderà anche la corsa agli Oscar a discapito di una versione hollywoodiana di Uomo colpito da una pallonata all’inguine con George C. Scott, il protagonista di Patton. In italiano fu inspiegabilmente doppiato con una voce che imitava Beppe Grillo.