Questo articolo è parte della rubrica Tutto quello che so dalla vita l’ho imparato da I Simpson in cui ogni settimana rivediamo, raccontiamo e celebriamo i 50 episodi della serie che riteniamo più significativi.

Qui trovi la lista completa.

L’orsetto del cuore – Quinta stagione, episodio 4

Burns: “Prendi nota Smithers, da ora in poi sarò buono e gentile con tutti!”
Smithers: “Mi dispiace signore ma non ho una penna”
Burns: “Ah non ti preoccupare… Sono certo che me lo ricorderò”

burns manor simpson

Non è difficile riconoscere l’attacco di questo episodio, si tratta di uno degli inizi più famosi della storia del cinema, quello di Quarto potere in cui le immagini portano gli spettatori dentro la villa di Charles Foster Kane a partire dall’inferriata e dai cartelli che avvisano di stare alla larga, fino alla finestra in cui riposa il protagonista (morente). In realtà, siccome nei Simpson nulla è mai abbastanza, ci aggiungono anche le guardie della strega cattiva di Il mago di Oz nel vialetto (un classico di Burns che in un’altra puntata usa le scimmie volanti di Oz come messaggeri).
Kane è uno dei riferimenti principali nella creazione di Burns e diversi episodi con lui al centro fanno riferimento al film di Orson Welles. Qui in particolare tutta la struttura è modellata su quel film, fin dal titolo originale (Rosebud) perché l’orsacchiotto di peluche al centro degli eventi ha la stessa funzione dello slittino in quel film.

Ma se in Quarto potere lo scopriamo solo alla fine, in una specie di sorpresa il cui significato spetta agli spettatori decodificare, I Simpson giocano al contrario, lo dichiarano dall’inizio e comicamente lo mettono in bocca al padre di Burns.
Quando il piccolo Monty (che qui chiamano “Happy” per esagerarne la felicità) viene portato via da un milionario per una vita di agi, lasciandosi dietro il suo orsacchiotto, il padre gli urla inutilmente: “Aspetta hai dimenticato il tuo orsacchiotto, simbolo della tua giovinezza e innocenza perdute!”. I genitori rimangono con il fratello di Burns, che ha le fattezze (già adulte) del comico americano George Burns.
Già nei primi 2 minuti è stabilito tutto quanto: quell’orsacchiotto è l’umanità perduta di Burns. Lo rivorrà e questo sarà un modo per approfondire davvero, e per la prima volta, la personalità e i conflitti di Charles Montgomery Burns.

Il personaggio è stato da subito tra i più popolari della serie, tanto che nonostante fosse nato come poco più di una comparsa, una figurina sullo sfondo utile a popolare la centrale nucleare, già dalla seconda stagione era una presenza regolare nonché un frequente protagonista di puntata (la prima che lo vede al centro è quella in cui cerca di farsi eleggere, proprio come Charles Foster Kane). Groening si era basato un po’ su un suo insegnante del liceo, un po’ sui magnati per eccellenza della storia americana, cioè i Rockefeller, e un po’ sul villain dell’era classica del cinema come lo Scrooge americano, l’Henry Potter di La vita è meravigliosa. L’idea del suo design invece viene da David Silverman, uno dei capi animatori, ed è più semplice: Burns è un incrocio tra Barry Diller, uno dei fondatori dei canali Fox, e la postura di una mantide religiosa. Il suo tormentone: “Eccellente” e il gesto che lo accompagna vengono da Jim Downey del Saturday Night Live.

Smithers sogno simpson

“Nessuno ha mai quello che desidera”

Infine il doppiatore, Harry Shearer, ha modellato quel tono rauco e basso e quel tipo di alti e bassi nel parlare su Lionel Barrymore, attore anche radiofonico della prima parte del ‘900 (quindi qualcuno proveniente dal mondo antico di Burns e ha quel fare affettato) e su Ronald Reagan, che all’epoca in cui partirono I Simpson era l’emblema stesso della fierezza del capitalismo americano. Curiosamente Shearer doppia anche Smithers e con gli anni è diventato in grado di doppiare un dialogo tra i due in una registrazione sola.
Burns insomma nasce come il villain principale della serie e diventa una figura più grande con il passare delle prime stagioni, il simbolo di un’anima potentissima americana, il mogul per eccellenza, il Repubblicano di ferro contro ogni ingerenza dello stato e sempre per il proprio interesse, mai a contatto con le persone comuni, altero e insofferente della modernità, ritirato in un maniera che lo distacca dal mondo. È Kane invecchiato, incattivito e da fumetto. Giustamente.

simpson quarto potere

Nella puntata, dopo aver sognato Bobo ed aver infranto una palla di vetro come Kane, Burns non muore ma è semmai vicino al suo compleanno (cosa che Homer teme perché viene sempre coinvolto in ruoli umilianti) di cui fervono i preparativi. Come al solito Burns spia gli impiegati dai video di sorveglianza e in un momento in cui Homer viene deriso lui pensa che stia facendo ridere tutti, così ordina a Smithers di dare a lui l’incarico di alleggerire la serata con dell’umorismo. Homer ha intenzione di prenderlo in giro, di fare il più classico dei roast all’americana (si veste anche come Bob Hope) e mettere così alla berlina il potere con gag di dubbio gusto come quella in cui si trucca il sedere come fosse il suo volto (un classico della famiglia, in un’altra puntata Bart lo fa con la faccia di Nixon). Marge e Lisa preoccupate prevedono il disastro. L’idea vera però è che Homer non farà nemmeno in tempo a dire le sue battute. Non solo entrerà sul palco dopo l’annuncio che qualcuno nel parcheggio ha messo sotto un cucciolo “non troppo diverso da Lassie”, ma anche solo gli accenni e l’inizio delle battute creeranno malcontento impedendogli di proseguire.

simpson compleanno burns

La chicca della serata però è venuta prima, è l’esibizione dei Ramones. Spesso nei Simpson ci sono cantanti noti con estratti dei loro brani, ma i Ramones erano veri fan sfegatati della serie, quindi non solo doppiarono (che non è scontato, alle volte si usano imitatori) ma registrarono davvero la canzone Happy Birthday che viene suonata. Marky Ramone addirittura in un’intervista successiva definì questo doppiaggio uno dei momenti più alti della sua carriera.
Burns non apprezzerà loro, il loro stile e gli insulti, ovviamente, e subito darà ordine a Smithers di uccidere i Rolling Stones, pensando siano loro.
Tutto questo unito a dei regali insoddisfacenti (perché Bobo è ciò che desidera), all’accenno delle battute di Homer e ovviamente al suo sedere truccato da volto, portano Burns a dichiarare: “La festa è finita”, cosa che fa prontamente entrare un plotone SWAT in tenuta anti sommossa che, in uno stacco di montaggio perfetto che salta in avanti solo di pochi minuti, scatena disordini, violenze e urla. Poteva tranquillamente essere parte di una sceneggiatura di Fantozzi.

simpsons swat

Burns cammina tra i suoi possedimenti mitologici (un dipinto di Mark Twain nudo, la venere di Milo, Excalibur…) proprio come Kane (e prima di lui Hearst, il magnate cui si ispirarono Welles e Mankiewicz) e lì fantastica di cosa sia accaduto a Bobo. Noi vediamo come l’orsetto abbia attraversato il secolo nelle maniere più assurde fino ad arrivare alla porta dei Simpson e poi da Maggie. In quel montaggio doveva esserci anche la presenza di Bobo durante l’assassinio Kennedy ma fu tagliata perché sembrava insensibile.

simpson orsetto

La disperata ricerca di Bobo diventa una questione, ne parla anche la tv ma Homer nonostante ascolti Kent Brockman dargli tutti gli indizi non fa il collegamento e non capisce che si tratta dell’orsetto di Maggie fino a che non riceve l’illuminazione. Qui fa la sua comparsa un classico di John Swartzwelder, uno degli sceneggiatori più costanti, prolifici, comici e decisivi per I Simpson: l’epifania mistica più stereotipata, costruita dal vero senza nessuna mistica. La costruzione è lunghissima. Maggie mette Bobo dietro l’acquario che ne magnifica il volto mentre l’acqua ne distorce le forme, Bart giocando fa cadere una lampada che lo illumina, Lisa ha messo un disco di cori new age e Homer scivolando su uno skate e cadendo finisce per guardarlo dal basso verso l’alto. Tutto compone la scena perfetta dell’illuminazione. Homer rimarrà prima stupito dai pesci dell’acquario e poi capirà.

homer apparizione

Qui cambia tutto, la puntata deve chiaramente deviare sulla famiglia Simpson, perché ogni evento deve sempre servire a definire loro, anche la vita di Burns. In più siamo in un episodio di Swartzewelder, il che significa che quando l’intreccio della trama si tende e gli eventi si susseguono questi sono guidati dalle gag, non viceversa. Le gag non condiscono ma sono le protagoniste, la trama le condisce.
Così Homer in una serie eccezionale pianifica di vendere l’orsacchiotto a caro prezzo, carissimo, nonostante Burns dica di non avere contante mentre gli cade in testa una pioggia di monete d’oro che con il suo peso ha sfondato il soffitto. La contropartita dei sogni di Homer in realtà è un suo studio di registrazione privato con una big band piena di fiati in cui cantare ingredienti di un panino. Non solo Homer nella foga di rifiutare la prima offerta rifiuta anche solo la richiesta di sedersi a trattare ma quando Burns dice “Non ci vorrà molto perché crolli” vediamo Homer saltare verso il telefono e accettare qualsiasi cosa. Alla fine però, al momento di incassare, vedendo l’espressione triste di Maggie all’idea di separarsi da Bobo, Homer sceglierà l’amore per lei al posto dei soldi che avrebbero reso la famiglia ricca. Bobo sarà comunque un simbolo d’amore, solo che è quello di Homer verso sua figlia.

Qui l’episodio poteva anche finire, ma in realtà la volontà di approfondire Burns porta ad una seconda metà geniale in cui Burns cerca di avere lo stesso Bobo. Burns e Smithers cercano di entrare in casa per rubare Bobo vestiti da ninja (con tanto di katane) rimanendo bloccati al primo ostacolo (che richiederà l’arrivo dei vigili del fuoco), poi come in Mission: Impossible entrano passando sul soffitto ma rimangono bloccati dall’ingresso di Homer in cucina in piena notte per mangiare 64 fette di formaggio americano fino al mattino, quando le ventose cedono e i due cadono.

Simpsons ninja

“18 secondi per entrare e uscire Smithers”

La vendetta di Burns sarà terribile e terribilmente inutile come solo gli inutili incarichi aziendali sanno essere, risultando in una delle battute più esilaranti dell’intera serie. Al megafono Smithers richiama Homer per “incarichi molto peggiori” senza nemmeno specificare di cosa e poi lo vediamo frustato da un energumeno in cappuccio mentre gira una ruota medievale nei sotterranei che tramite diversi ingranaggi al piano mensa fa girare dei dolci in un espositore.
Come al solito questa è una gag più che sufficiente ma la forza dei Simpson sta nell’aggiungere sempre un’altra gag quando non ce lo si aspetta. Così Lenny e Carl passando commentano: “Mi sono sempre chiesto cosa lo faccia girare” – “Ah ma chissene frega”.

Simpson tortura

Swartzwelder mette però anche a frutto questa ricerca disperata di Burns per portare avanti uno dei 2-3 temi fondamentali di tutto I Simpson, cioè il potere della televisione sull’americano medio. Burns si impadronisce di tutti i canali per parlare ad Homer da qualsiasi show o serie e non fargli vedere più nessun programma, in più (aggiunge) ha anche bloccato la produzione di birra. Immediatamente suona il campanello, è Barnie sotto la pioggia tutto bagnato come in Nato il 4 Luglio, con una pistola, che gli dice di dare a Burns quel che vuole, Homer chiude la porta con noncuranza e si sente lo sparo e l’urlo di una donna più le sirene della polizia, in un classico montaggio sonoro fuoricampo rapidissimo. In un episodio successivo, “Homer e Apu”, Barney andrà a sbattere di nuovo contro quella donna e in riferimento diretto a quest’evento griderà: “Sta succedendo di nuovo!!”.

simpson barnie

L’assenza di programmi televisivi farà infuriare la classica folla di protesta di Springfield come sempre capitanata da Boe. Anche la folla però rimarrà distrutta dall’espressione di Maggie: “Cosa abbiamo fatto?” – “Abbiamo infangato il buon nome delle folle” dirà il dr. Hibert.
In chiusura sarà Maggie a dare a Burns l’orsacchiotto spontaneamente vedendolo triste. Questo non è un dettaglio. Il punto sentimentale è tutto in quell’oggetto che lo catalizza e anche Burns per un secondo ha una redenzione, solo che non la conquista da sé, perché è un personaggio negativo caratterizzato dal non saper conquistare niente da sé, gliela dà Maggie. Come se gliela trasferisse, gli dà l’occasione di essere un personaggio con la cui felicità empatizziamo. Almeno per qualche secondo. Perché Burns è pur sempre il capitalismo e quindi non sa dare il vero valore alle cose ma solo inseguire l’accumulo. In un salto temporale verso il futuro nel 1.00.000 a.C. (che come spesso accade con Swartzwelder ha la forma di Il pianeta delle scimmie) vediamo un Burns robotico trovare di nuovo Bobo dopo averlo perso chissà quante altre volte. Del suo corpo c’è solo la testa in una teca piena di liquido, soluzione che poi tornerà mille volte specialmente in Futurama.
Questo futuro doveva originariamente essere in due parti, prima l’America è invasa dai canadesi che ritrovano Bobo poi Burns lo riprende in un pianeta dominato da gufi. Tuttavia così è molto più divertente.

Da questo momento in poi Burns è finalmente definito in pieno, non solo ha una backstory, ma è viene anche fondata in pieno la mitologia di un cuore minuscolo soffocato dal tempo, dalla vecchiaia e da una vita di accumulo di cose a cui non tiene davvero, perdendo di continuo le uniche che contino.