Lo stretto legame tra John Walker e il film Captain America: Civil War

L’America della Marvel non è l’America reale. Ma ci assomiglia molto. E sebbene pochi si ricordino del presidente Ellis (che a quest’ora dovrebbe avere finito il mandato) e del consiglio della sicurezza mondiale, c’è un dibattito politico che attraversa molti dei suoi film. L’avete notato?

Inizia circa da Iron Man 2, quando il governo si è accorto dei pericoli rappresentati dalla popolazione superumana in rapida crescita. L’opinione pubblica, ma anche i legislatori, si dividono in due fazioni: la prima li vuole controllare mettendoli sotto una struttura governativa. Praticamente come agenti speciali, soldati pagati dalle tasse dei contribuenti e indirizzati in missioni di pubblico interesse. La seconda linea di pensiero invece lascia la facoltà di agire come liberi cittadini, senza una casacca e senza ordini dall’alto.

Questo dibattito è arrivato all’estremo in Captain America: Civil War dove Tony Stark e Steve Rogers si sono fatti portatori delle due bandiere. Sappiamo come è andata a finire: Cap e la sua squadra vengono arrestati. Tony Stark “vince”, ma è una vittoria di Pirro, che causa una scissione nella comunità di supereroi. Gli accordi di Sokovia passano in secondo piano dopo l’arrivo di Thanos sulla terra, il blip e tutto quello che ne consegue. WandaVision ha mostrato come la legge sia ancora in vigore (forse sotto termini leggermente diversi dalla prima stesura). La prova ci viene data quando Wanda prende il corpo di Visione dallo SWORD, un atto in aperta contravvenzione rispetto agli accordi, come detto da Jimmy Woo.

Certo, in mezzo ci sono cinque anni di vuoto tutti da esplorare, ma le posizioni politiche restano e, ora più che mai, il governo teme i supereroi. Nel secondo episodio di The Falcon and The Winter Soldier ha fatto il debutto in azione John Walker, il nuovo Captain America. Una figura controversa, come abbiamo già potuto vedere, dall’alto contenuto simbolico. La sua sola esistenza mette in una posizione scomoda Sam Wilson, reo di avere rifiutato lo scudo. Sicuramente lo è agli occhi di Bucky, ma è anche in un cul-de-sac ideologico. Evitando il proprio ruolo, Sam ha dato la possibilità al governo di trionfare (sei anni dopo) nello scontro politico con Captain America.

Steve Rogers si era infatti fermamente opposto agli accordi di Sokovia. John Walker è invece un Captain America che li ha accettati.

Il ragionamento è semplice: se non posso avere il supersoldato dalla mia parte, faccio in modo che la mia parte crei il proprio supersoldato. Ed è qui che troviamo lo strettissimo legame tra la storia di The Falcon and the Winter Soldier e Captain America: Civil War. Se vediamo la serie come un seguito (abbastanza) diretto del film, si capisce come le conseguenze della guerra civile stiano ancora arrivando. Piano piano, ma man mano che l’universo Marvel si espande, quegli eventi raccontati dal film dei fratelli Russo assumono una sempre maggiore centralità.

U.S. Agent\John Walker nasce sulla scia del fumetto come antieroe. Non sappiamo la piega che prenderà la sua storia, ma dai primi episodi è chiaro che è il polo opposto di Steve Rogers. A partire dallo stile di combattimento: Rogers giocava in difesa, con lo scudo e il proprio fisico. Walker è aggressivo, non disdegna le armi, è più violento e diretto. Il primo è stato preso dagli “scarti” e ha subito esperimenti di potenziamento. Il secondo ha passato la selezione tra i migliori (e poi, probabilmente, potenziato) e così via… La più grande differenza sta però nell’interpretazione ideologica del simbolo. Il nuovo Cap porta le stelle e strisce spinto da un senso del dovere diverso: è più una forte disciplina; è fedeltà militare portata all’eccesso, strabordante e retoricamente patriottica. 

Se si analizza la struttura portante delle storie MCU, e non i singoli tasselli, si può quindi cogliere una storia parallela che ha influito sui cambi di continuità quasi quanto gli eventi più espliciti e spettacolari. Il nuovo Captain America – per come ci viene presentato e per come lo conosciamo per ora – non nasce tanto dal pensionamento di Steve Rogers, quanto dagli eventi di Captain America: Civil War. Walker avrebbe avuto un suo posto nell’equilibrio dell’MCU (e un senso nella storia) anche se Thanos non avesse mai schioccato le dita.

Joh Walker è infatti figlio degli accordi di Sokovia, qualsiasi forma abbiano preso ora, è espressione di una visione politica ben precisa, che dopo il blip sembra riscuotere più consenso che mai. Come potrà conciliarsi questa situazione con la nascita di nuovi Avengers? Dai fumetti sappiamo che difficilmente potrà nascere qualcosa di buono a lungo…

Fonte: Comicbook